Il presidio
Mobilità alla Cuoiodepur, sono nove gli “esuberi”
I vertici del consorzio di San Miniato sostengono la necessità di dover razionalizzare i costi. Il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco Gabbanini di riferire sulla vicenda
SAN MINIATO. All’origine di tutto ci sarebbe la volontà di limitare i costi, esternalizzando alcune funzioni e limitando certe posizioni di responsabilità dalla busta paga considerata troppo “pesante”. Questi i motivi che hanno spinto il consorzio Cuoiodepur ad avviare la procedura di mobilità per 9 dei propri dipendenti. Una richiesta avviata lo scorso 23 marzo che di fatto prefigura un taglio di quasi un terzo dell’intera forza lavoro del depuratore di San Romano, che ad oggi impegna in tutto 29 persone fra tecnici, amministrativi e personale di laboratorio.
Sulla questione è già in corso una trattativa con i sindacati che dovrebbe prevedere un nuovo incontro per la prossima settimana, con l’obiettivo di raggiungere un punto di equilibrio tra le parti. Una vertenza rimasta fino a oggi sotto traccia e resa nota ieri mattina da un’interrogazione urgente (una cosiddetta “domanda d’attualità”) presentata in municipio dal gruppo 5 Stelle di San Miniato. Un documento che chiede al sindaco Gabbanini di riferire sulla vicenda nel prossimo consiglio comunale del 29 aprile.
«Praticamente, nel più assoluto silenzio - dice la consigliera 5 Stelle Chiara Benvenuti - Cuoiodepur ha avviato il licenziamento di 9 lavoratori. Un silenzio che è stato voluto perché erano in tanti a sapere. Parliamo, però, di una società alla quale il Comune di San Miniato partecipa con il 3,23%. Per questo abbiamo chiesto al sindaco di spiegare quale azione intenda intraprendere a tutela dei lavoratori, degli imprenditori e dei cittadini e per quali motivi non siano state adottate misure alternative al licenziamento».
Dagli uffici di Cuoiodepur, una breve nota spiega che la richiesta di mobilità è partita «a seguito di un periodo di analisi delle risorse umane presenti in azienda, e nell’ottica - si legge - di una riorganizzazione e razionalizzazione delle spese. Il Cda del Consorzio, all’unanimità - precisa Cuoiodepur - ha rilevato la necessità di procedere a una riorganizzazione del personale tecnico amministrativo, sia nell’ottica di una prudente gestione alla luce della situazione economica, sia analizzando profili e mansioni. Da questa analisi è emerso un esubero di personale attualmente al centro di una riflessione con i sindacati. È in corso una trattativa e il Consorzio è pienamente disponibile a trattare».
La ragioni della scelta, tuttavia, non convincono i sindacati. «La motivazione non regge - dice Loris Mainardi della Cgil - Per abbassare i costi di depurazione si vorrebbero tagliare posizioni di responsabilità importanti. Senza dimenticare che l’ultimo bilancio presentato era comunque in attivo. Ne abbiamo parlato anche con il sindaco che si è detto contrario, nonostante i rappresentanti pubblici presenti nel Cda abbiano tutti votato a favore dei licenziamenti».
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