Il presidio
Federico e Silvia, i due fratelli ai vertici dell’organizzazione
I Vigerelli sono conosciuti a Pontedera: lui già in manette nel 2013 a Empoli, lei ex commessa in un bar del centro
PONTEDERA. Fratello e sorella residenti a Pontedera, prima nella frazione di Santa Lucia e poi nella zona Galimberti, avevano un compito ben preciso nell’organizzazione: dovevano individuare i finanziatori delle singoli spedizioni delle partite di cocaina. Figli di un commerciante ambulante di generi alimentari sono abbastanza conosciuti a Pontedera. Molti dei loro problemi, stando ad alcuni amici, sono iniziati quando nella vita di Federico è entrata la moglie, di origini brasiliane, già arrestata all’aeroporto di Fiumicino poiché trasportava ovuli di cocaina. Anche Federico Vigerelli è già finito in carcere, indagato per aver partecipato a rapine nell’Empolese. La sorella Silvia invece ha lavorato come commessa in un bar del centro di Pontedera. Poi un lavoro a tempo determinato in un’industria alimentare e infine la disoccupazione. Agli amici a volte confidava le difficoltà economiche sue e del fratello ma poi non ha cambiato le abitudini di vita rispetto a quando aveva un lavoro. Più complessa la storia del fratello che per un po’ di tempo ha abitato a Pisa con la moglie brasiliana. Poi quest’ultima era sparita per poi tornare nella vita del disoccupato di Pontedera dopo che l’avevano arrestata a Roma. Lui era l’unico ammesso ai colloqui in carcere e forse proprio in questa fase potrebbe averlo coinvolto nei suoi “giri”. Nel giugno 2013 Federico venne arrestato insieme a due cittadini stranieri, clandestini e senza fissa dimora, Andre Luiz De Jesus Franca, 29enne brasiliano, e Oubih Abdelahalak, 25 anni, marocchino, domiciliato a Pontedera, per la storia delle rapine empolesi. Su di lui e su alcuni giovani dello stesso giro hanno indagato a lungo i carabinieri di Pontedera per alcune rapine avvenute ai danni di distributori della zona, sempre all’inizio del 2013. Ma già allora gli uomini del Gico li stavano intercettando per le indagini sugli stupefacenti, i carabinieri tuttavia li indagarono. Venne fatta anche una perqusizione a casa della sorella con la scusa che non aveva pagato il “pieno” fatto ad un distributore. Ora è emerso che una parte della banda dedita al traffico internazionale di stupefacenti si è cimentata anche in alcune rapine avvenute in Valdera e a Cascina. Anche se non è stato spiegato il ruolo dei singoli indagati nelle rapine, alla banda sono stati attribuiti alcuni colpi messi a segno sia a Empoli che a Pisa, Pontedera, Calcinaia e Cascina. Al distributore Erg di Pontedera, nel febbraio 2013, due uomini armati di coltello portarono via circa 500 euro. Poche sere dopo misero a segno un’altra rapina fotocopia, sempre all’ora di chiusura, e portarono via pochi spiccioli. Il 4 marzo dello stesso anno la banda aveva colpito lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno, al distributore Esso vicino a Titignano. In due, uno dei quali armato di pistola, entrambi con i volti coperti da passamontagna, arrivarono al distributore poco prima della chiusura. Rapinarono prima un giovane uomo che era all’esterno, vicino alle pompe del carburante, e poi entrarono nel bar per prelevare i soldi che erano in cassa dopo aver minacciato una dipendente.
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