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A Montefoscoli allevano i segugi anti-diabete

A Montefoscoli allevano i segugi anti-diabete

Al centro K9 si insegna agli animali a riconoscere i primi sintomi di un attacco di ipo o iperglicemia

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PALAIA. È tutta questione di fiuto e di addestramento. In ballo c’è la vita del padrone e quando il cane “sentinella” rileva l’odore di una possibile crisi iper o ipoglicemica l’animale avverte il padrone con uno strattone alla gamba.

Vicino a Montefoscoli, immerso nel verde, c’è uno dei primi centri d’Italia dove si addestrano i cani antidiabetici. Un’attività portata avanti con costanza e dedizione da Similia Laiatici, 41 anni, titolare del centro K9 di Montefoscoli. Da quando «vidi un servizio in televisione e capii l’importanza di questo tipo di addestramento. Un addestramento lungo ma che alla fine paga - racconta la donna - in pratica utilizziamo dei campioni glicemici alterati e insegniamo ai cani a riconoscerli. Quando ci riescono li premiamo e dopo un po’ la cosa diventa automatica».

Il sogno dell’allevatrice è quello di arrivare un giorno al riconoscimento dei cani antidiabete come un diritto alla stregua di quanto avviene già oggi con i cani per i non vedenti e gli ipovedenti. Del resto, questi animali sono delle vere e proprie sentinell”spie” che avvertono l’arrivo di una crisi ben prima del padrone stesso.

«Sono come dei segugi che lavorano ogni giorno, 24 ore su 24 a stretto contatto con il padrone», spiega Similia. Le razze che vengono addestrate al riconoscimento di una crisi di iper o ipoglicemia sono soprattutto Border Collie e Dobermann.

«In questi mesi ne abbiamo già allevati una decina - dice Similia Laitici - al riconoscimento delle crisi, altri invece sono coinvolti nel percorso di riconoscimento». E alla fine, la costanza è stata premiata: «Abbiamo richieste da tutta Italia - dice l’allevatrice di Montefoscoli - gli interessati arrivano da molte parti: Bologna, Milano, Pescara e dal altri centri».

Prima di lasciare l’allevamento di Montefoscoli gli animali seguono un percorso di avvicinamento col futuro padrone in modo da instaurare un rapporto di fiducia e reciproca conoscenza.

«È importante che le persone conoscano questo tipo di servizio - conclude l’allevatrice - perché un cane antidiabete può davvero salvare la vita. Senza contare che stiamo parlando di una malattia cronica che purtroppo colpisce sempre più individui». (r.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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