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San Miniato scommette sul turismo e sceglie di mettersi in mostra
Invitati in città tour operator, albergatori e guide Il sistema museale come traino per l’economia
SAN MINIATO. Il centro storico di San Miniato è una perla che racchiude la sua bellezza tra le strade percorse dai personaggi illustri di un tempo, i siti di interesse storico e le innumerevoli opere artistiche. Con l'intento di far conoscere e valorizzare queste ricchezze, l'amministrazione comunale ha recentemente promosso un'iniziativa volta a incrementare l'economia turistica.
L'iniziativa. L'idea è stata quella di organizzare un incontro istruttivo sul sistema museale di San Miniato, dedicato a operatori della ricettività, tour operator e guide turistiche provenienti da tutta la regione. «Il ritrovo è stato pensato appositamente per le strutture turistico-ricettive – spiega l'assessore al turismo Giacomo Gozzini – perché rappresentano un veicolo attraverso il quale i turisti possono avere le prime informazioni sulle risorse museali da visitare nella città. Visti la partecipazione numerosa e l’entusiasmo manifestatoci, sicuramente sarà un’esperienza che ripeteremo con piacere durante il corso dell'anno». Sono stati oltre quaranta i partecipanti ad aver trascorso un intero pomeriggio tra i principali poli museali, accompagnati da guide competenti per la spiegazione di dettagli storici e curiosità. A fine giornata, inoltre, è stato distribuito loro del materiale da esporre nelle proprie strutture a scopo promozionale: mappe della città e promemoria su orari di apertura e prezzi dei musei.
I luoghi. Il percorso è stato articolato lungo diverse tappe. La prima visita si è tenuta presso l'Accademia degli Euteleti, la più antica istituzione culturale della città accolta nel Palazzo Migliorati. Per l’occasione i partecipanti hanno potuto vedere la celebre maschera funeraria di Napoleone Bonaparte e ritirare l'ultimo numero del Bollettino dell'Accademia. Si è poi proseguito verso l'Oratorio del Loretino, la piccola cappella dedicata alla Madonna di Loreto, e il palazzo comunale, dove il sindaco Vittorio Gabbanini ha accolto gli operatori tra le suggestive pareti affrescate delle sale consiliari. Sale che, nell’eventualità, sono rese disponibili anche per la celebrazione di matrimoni. Altra meta è stato il Museo Diocesano d'Arte Sacra situato in piazza Duomo, composto da una collezione variegata di opere: bacini ceramici provenienti dalla facciata della Cattedrale, arredi liturgici e dipinti. Hanno fatto seguito il museo dell'arciconfraternita della Misericordia, ospitato nello storico Palazzo Roffia, e la Via Angelica, il passaggio adiacente la chiesa dei Santi Jacopo e Lucia che un tempo veniva utilizzato per raggiungere la città dalla campagna. Per ultimo, il Conservatorio di Santa Chiara, ricco di opere pregevoli tra cui quelle di Lodovico Cardi detto il “Cigoli”. Per motivi organizzativi non è stato possibile includere la Rocca Federiciana, mentre per quanto riguarda il sito archeologico di San Genesio si è comunque tenuta una presentazione nell’aula magna del conservatorio.
Le proposte. Alla fine dell'incontro i partecipanti si sono ritenuti soddisfatti, esponendo altresì le proprie critiche costruttive. «È stata una bella idea quella di coinvolgere gli operatori turistici – afferma la presidente della Pro Loco Nicoletta Corsi – Una garanzia a cui non possiamo ancora far fronte, però, è la contemporanea apertura di tutti i poli museali, resa difficile dalle scarse risorse economiche e dai pochi volontari disponibili». Altro appunto evidenziato durante l'itinerario verte sull'importanza della comunicazione. «Ho notato come non tutti i musei siano dotati di informazioni cartacee o di descrizioni delle opere redatte in lingua inglese – dice Daniela Breschi, proprietaria di un B&B non professionale nella frazione di Cusignano – Tuttavia, è stata una giornata interessante anche per chi, come me, pur conoscendo la città non aveva ancora visitato i suoi musei». Ulteriori idee provengono anche dall'associazionismo. «Proporrei di fare una visita simile anche lungo le chiese del centro storico – conclude Maria Paoletti dell'associazione Vignaioli di San Miniato – Inoltre, sarebbe interessante poter organizzare un percorso che leghi il sistema museale all’enogastronomia, attraverso l'inclusione di visite alle aziende locali».
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