Il presidio
I dipendenti in lotta vanno al ministero
NAVACCHIO. Sale la tensione dei lavoratori di Mercatone Uno rispetto alla crisi di uno dei marchi più in vista del commercio italiano, aperta con la richiesta di concordato al tribunale di Bologna....
NAVACCHIO. Sale la tensione dei lavoratori di Mercatone Uno rispetto alla crisi di uno dei marchi più in vista del commercio italiano, aperta con la richiesta di concordato al tribunale di Bologna. L’azienda, infatti, ha rimandato l’incontro con esponenti del Ministero dello sviluppo economico «per impegni inderogabili», previsto per domani a Roma. Una delegazione sindacale, fra cui anche i rappresentanti del punto vendita di Navacchio, dove i 36 dipendenti sono in sciopero e presidio permanente da dieci giorni. La presenza di 300 fra lavoratori e sindacalisti era già prevista nel giorno dell’incontro ed è stata confermata malgrado il rinvio della riunione. «Chiederemo comunque di essere ricevuti al ministero – afferma Silvia Iacoponi, rappresentante sindacale del negozio di Navacchio – Ci aspettavamo risposte da parte dell’azienda e come al solito ci hanno voltato le spalle». Nel frattempo, però, parte dei dipendenti rimarranno a controllare Navacchio per impedire che l’azienda faccia portare via la merce. «Siamo riunite qui dalla mattina alla sera - spiegano alcune lavoratrici - per impedire che succeda come a Lucca, quando i nostri colleghi sono riusciti a respingere i camion fatti arrivare dalla sede di Mercatone Uno a Imola. Ci aspettiamo che arrivino anche qui, ma saremo pronte». Ai dipendenti del punto vendita di Navacchio è arrivata anche la solidarietà dei Cobas, altro sindacato insieme alla Cgil che sta seguendo da vicino la vicenda dei lavoratori. (a.q.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
