Il Tirreno

Pontedera

Una retta giornaliera di 2.415 euro

Giacomo Pelfer

È quanto lo Stato sborserebbe per l’ospitalità: 34,50 euro per ogni immigrato

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Un cartello sbiadito all’ingresso avvisa che la struttura è chiusa per ristrutturazione. Una chiusura che ormai va avanti dal 2002 e che forse è uno dei simboli di un distretto conciario che non c’è più.

Un tempo era qui, fra le camere dell’ex hotel Cristallo in pieno centro storico che i conciatori facevano alloggiare i clienti in visita nella cittadina del Cuoio. Oggi l’impatto è quello di un gigante abbandonato.

Una struttura dalla mole scura che segna lo skyline di Santa Croce per chi arriva dall’Arno, ma sulla quale da anni si erano spenti i riflettori. Almeno fino a pochi giorni fa quando, a sorpresa, si è saputo che una cordata di cooperative romane aveva messo gli occhi proprio sul Cristallo, con l’obiettivo di alloggiare al suo interno fino ad un massimo di 70 profughi richiedenti asili. I proprietari della struttura, contattati nei mesi scorsi, hanno sottoscritto con il gruppo di cooperative un contratto d’affitto con sospensiva, la cui attuazione era legata ovviamente al via libera della Prefettura in base ai risultati di un apposito bando.

Nel pomeriggio di venerdì 20 marzo, uomini della Prefettura hanno visitato l’immobile, insieme al sindaco e ai vigili del fuoco, per valutare le condizioni dell’edificio e gli eventuali lavori da fare. Il colpo d’occhio dall’esterno, del resto, è quello di immobile che ha bisogno di una buona dose di manutenzione. Un edificio che mostra tutti i segni dei troppi anni di inattività e che in passato sarebbe stato anche oggetto di intrusioni non autorizzate.

Evidenti i danneggiamenti, le scritte e le tante bottiglie di birra abbandonate lungo il lato del lungarno. Ad ogni modo, in base a quanto abbiamo potuto capire parlando con la proprietà, se l’operazione andrà in porto tutti i lavori necessari saranno a carico degli affittuari, ovvero del gruppo di cooperative intenzionate a farsi carico dei 70 profughi. Il tutto in cambio di una retta, a spese dello Stato, pari a 34,50 euro: in pratica 2.415 euro al giorno.

 

 

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