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Santa Croce, ll Pd pisano attacca la prefettura per l'arrivo dei profughi
Francesco Nocchi critica la decisione di concentrare troppi immigrati in un solo luogo."E' stato disatteso un modello che funziona da tempo". Stoccata anche a Matteo Salvini
SANTA CROCE. «Da tempo la Regione ha un tavolo aperto con le prefetture e le amministrazioni locali per la gestione degli arrivi secondo il modello toscano, ovvero attraverso piccoli insediamenti individuati in accordo con le comunità locali. A quel modello chiediamo che ci si ispiri anche per la gestione della presenza dei rom oltre che per i richiedenti asilo che arrivano dal nord Africa».
Lo afferma in una nota il segretario provinciale del Pd pisano, Francesco Nocchi, criticando la prefettura di Pisa per i 70 immigrati in arrivo a Santa Croce sull'Arno. «Purtroppo - spiega Nocchi - quanto emerso dalla procedura di gara aperta pochi giorni fa, disattende le nostre politiche d'accoglienza che contrastano le grandi concentrazioni di migranti per evitare situazioni di criticità. Santa Croce sempre stata un modello dal punto di vista dell'accoglienza e dell'integrazione, dando piena disponibilità a farsi carico delle giuste necessit umanitarie. Oggi non c' niente di tutto questo: una struttura privata, in disuso da tempo, una cooperativa che non conosce il territorio, una scelta fatta sulla testa dell'amministrazione locale». Sulla questione erano intervenuti sia i conciatori che il Comune di Santa Croce.
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«Per queste ragioni auspico un passo indietro e che si possa mettere in discussione tutto il percorso intrapreso finora e le decisioni prese» . Infine, il segretario dem, che anche candidato alle elezioni regionali, replica anche a Matteo Salvini, che il 24 marzo ha incontrato i conciari santacrocesi e criticato l'arrivo dei profughi: «Non accettiamo lezioni dal capo della Lega. Abbiamo difeso Pisa dalla scelta di Maroni di aprire un Cie a Coltano per 'ospitare' da 500 a 1000 persone: quindi ci eviti le passerelle preelettorali, perch quanto contrasta oggi per Santa Croce non neppure un decimo di ci che la Lega aveva deciso per il nostro territorio quando era al Governo con Berlusconi»
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