La variante urbanistica va l’opposizione resta al palo
CASCINA. Due mesi fa pochi ci avrebbero scommesso. Le frequenti visite della guardia di finanza in municipio, gli esposti e le segnalazioni a raffica dell’opposizione che non ha mai fatto mistero di...
CASCINA. Due mesi fa pochi ci avrebbero scommesso. Le frequenti visite della guardia di finanza in municipio, gli esposti e le segnalazioni a raffica dell’opposizione che non ha mai fatto mistero di non condividere le scelte sulla variante al regolamento urbanistico. E poi le divisioni interne al Pd. Insomma tante erano le preoccupazioni intorno alle questioni urbanistiche e all’atto, che l’altra notte è stato approvato dal consoglio comunale. Atto finale, si può dire, della legislatura prima che la maggioranza cominci a confrontarsi sulle scelte e sui programmi per il futuro di Cascina.
Alla fine il sindaco Alessio Antonelli ha portato a casa il risultato. Voto della maggioranza (assente la consigliera dei Comunisti italiani, 14 i sì), astensione di Giacomo Cappelli (Forza Italia), voto contrario del Terzo Polo (presente in numero ridotto di quattro consiglieri). Da registrare le assenze di Alberto Rocchi, al pronto soccorso per motivi di salute, e di Susanna Ceccardi, impegnata nella campagna elettorale per le regionali.
«Alea iacta est! Ieri sera (anzi questa notte, visto che abbiamo votato alle 1.10) il consiglio comunale ha approvato la variante al regolamento urbanistico, l’atto che ridisegna il futuro della città. – ha scritto il sindaco, in tempo reale, sulla sua pagina Facebook – La nostra è una variante copernicana. Il lavoro e il futuro si creano accettando sfide rivoluzionarie capaci di offrire chance: storicamente Cascina ha saputo emergere usano il talento meglio degli altri. Questa variante rappresenta l’eccellenza che ci pone sopra la media e che ci permetterà di rendere alla nostra città una nuova identità. Abbiamo abbattuto un muro ripensando la città per i suoi cittadini e riconsegnandola a tutti voi». Il sindaco ha poi spiegato che le scelte sono state orientate, in maniera distinta per le quattro macro aree del territorio: Ansa dell’Arno, Navacchio, San Frediano e Cascina».
La variante è passata con 13 voti del Pd, più quello di Sandro Castagna di Sel. Tra gli aneddoti della giornata c’è anche quello che riguarda il consigliere comunale del Pd anche lui assente per malattia ma che si è temuto fino alla fine di dover in qualche modo fare arrivare in consiglio comunale se ci fosse stato il rischio di non raggiungere il numero di sì sufficiente.
La giunta ha ora un anno di lavoro per cominciare a concretizzare almeno alcuna delle scelte che riguardano il territorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
