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Il controllo della banca resta alla Fondazione Crv
Il protocollo d’intesa siglato tra Acri e il Tesoro prevede che ogni ente non abbia più di un terzo di un istituto. La cessione di circa il 7% non farà perdere la guida
VOLTERRA. Il protocollo d’intesa siglato la settimana scorsa tra il ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Acri, l’organo di rappresentanza collettiva delle Casse di Risparmio Spa e delle fondazioni bancarie non dovrebbe far perdere il controllo della Spa alla Fondazione cittadina.
A destare qualche preoccupazione era il fatto che il protocollo, che deve essere inserito nello statuto di ogni fondazione, prevede che le fondazioni non possano detenere su una singola banca «più di un terzo del totale dell’attivo». Inoltre, il protocollo prevede un adeguamento entro tre anni per gli istituti quotati in borsa e cinque anni per quelli non quotati come nel caso di Volterra. Attualmente la Spa della Cassa di Risparmio è controllata al settantacinque per cento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. Un altro venti per cento è in mano alla Spa di San Miniato e il restante cinque per cento alla Fondazione della banca di San Miniato. Ma qual è il peso di questo settantacinque per cento sull’attivo della banca? Secondo un primo calcolo sommario si aggirerebbe intorno al quaranta per cento. Un tetto che farebbe tirare il sospeiro di sollievo. Nei prossimi cinque anni, quando il protocollo sarà entrato nello statuto della Fondazione (qualora non ci siano colpi di scena) si dovranno cedere quote per circa il sette per cento. Il dramma, per un intero territorio, di una possibile perdita dell’istituto verrebbe in questo modo scongiurato.
Il protocollo d’intesa sottoscritto da Acri e Mef prevede inoltre di diversificare il portafoglio degli impieghi del patrimonio in modo da evitare il rischio diventare troppo “dipendenti” da determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività o aree geografiche.
Inoltre, le fondazioni si impegnano a non indebitarsi, al fine di salvaguardare il patrimonio, salvo il caso di determinate e temporanee esigenze di liquidità.
Il documento, che sarà firmato la prossima settimana dal ministro Pier Carlo Padoan prevede anche dei cambiamenti sostanziali nella governace delle fondazioni. Tra tutti ci sarà un giro di vite nei corrispettivi economici dei componenti dei vari organi «commisurati all’entità del patrimonio e delle erogazioni». Andranno anche definiti i limiti alla permanenza dei membri dei vari organi delle fondazioni assicurando »il periodico ricambio degli stessi».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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