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il progetto opera

La sala operatoria del futuro arriva all’ospedale di Careggi

La sala operatoria del futuro arriva all’ospedale di Careggi

PONTEDERA. Opera, la sala operatoria del futuro, realizzata grazie al contributo dell’istituto di biorobotica di Pontedera con le univesità di Pisa e Firenze, è stata installata nell’ospedale di...

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PONTEDERA. Opera, la sala operatoria del futuro, realizzata grazie al contributo dell’istituto di biorobotica di Pontedera con le univesità di Pisa e Firenze, è stata installata nell’ospedale di Careggi dove rimarrà a disposizione dei medici almeno per i prossimi tre anni.

Tutti le componenti della sala operatoria (lampade, armadi, lettino, sgabello robotizzato del chirurgo, apparecchiature mediche) comunicano informaticamente tra loro, scambiandosi dati per interpretare ed adattarsi alla particolare operazione chirurgica che si svolge nella sala. Tutti gli strumenti, tutti i singoli ferri vengono identificati e tracciati in modo che nulla manchi e che nulla sia disperso; così come le persone che entrano in sala operatoria sono identificate e controllate ai varchi per garantire la sicurezza estrema.

L’istituto di biorobotica dell’Istituto Superiore Sant’Anna di Pontedera è il responsabile della progettazione, dello sviluppo e dell’integrazione dei sistemi robotici, che ad esempio trasportano i ferri chirurgici o che aiutano il chirurgo nell’operazione, controllandone i parametri fisiologici attraverso dei sensori wireless posti negli abiti per intervenire in caso di affaticamento.

La Td Group, azienda pisana, si è occupata della progettazione e della realizzazione di tutta l’infrastruttura informatica definita “OperaCore”, che permette la comunicazione automatica tra le varie macchine della sala operatoria gestendo tutti i passi dell’intervento attraverso processi informatici.

Nell’ambito del progetto, l’azienda di Perignano “Robot System Automation” ha costruito e integrato i sistemi di automazione e robotica applicata, e il sistema di interazione tra il personale medico/infermieristico e “Opera” utilizzando apparecchiature che si controllano senza toccare schermi o pulsanti, per poter garantire il mantenimento delle condizioni di sterilità per il personale chirurgico. Di Pontedera anche uno dei promotori del progetto, il dottor Paolo Tacchi, responsabile della ditta capofila Emac che ha curato la parte di coordinamento e progettazione del lay-out della sala.

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