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Presunto stupro in villa, aggressione al bar dopo l’udienza-fiume
Saltano i nervi al padre della testimone del presunto stupro di gruppo. «Chiedo scusa a quel giovane e alla sua famiglia»
PONTEDERA. Il lungo giorno in tribunale per la prima udienza del processo che dovrà far luce sulle responsabilità dello stupro di gruppo in villa, denunciato l’estate scorsa da una ventenne di Pontedera e che ha portato a giudizio due ventenni, Edoardo Nieri e Mattia Rizza, anche loro ventenni di Pontedera, si è concluso con un’aggressione e una querela per minacce e lesioni. Per questi reati è stato denunciato il padre della testimone chiave della brutta storia.
L’uomo, la sera dopo le 22,30 del 9 marzo, era in un circolo al villaggio Piaggio insieme al padre della ventenne che ha denunciato di aver avuto rapporti sessuali con entrambi i ragazzi dopo che a sua insaputa aveva assunto la droga dello stupro, il Ghb, trovato nelle bottiglie delle bibite e della vodka che i quattro protagonisti della notte in piscina avevano bevuto. Ancora sotto pressione dalla lunga attesa in tribunale, dove peraltro la tensione tra le parti era evidente, l’uomo, come lui stesso racconta, ha scambiato alcuni commenti con il figlio del gestore del circolo. «Hai un bell’amico...», ha detto riferendosi a uno dei numerosi giovani che, convinti dell’innocenza dei due imputati, avevano seguito l’intera udienza.
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Era quella anche un’occasione per poterli vedere dopo i lunghi mesi del carcere e gli arresti domiciliari. Il padre della testimone aveva riconosciuto nel gruppo anche l’amico del figlio del barista e così ha commentato la sua presenza nell’aula giudiziaria. Del resto, questo caso ha diviso l’opinione pubblica. C’è chi difende i ragazzi e che considera che i quattro amici sapessero bene come si sarebbe conclusa la serata quando hanno deciso di andare a fare il bagno nella piscina del nonno di uno dei due. E chi invece si è schierato vicino alla parte offesa e all’amica senza il racconto della quale probabilmente non ci sarebbe stato il caso giudiziario.
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Per tornare al fatto avvenuto nel bar, mentre il padre della testimone dava giudizi sul ragazzo visto in tribunale, quest’ultimo è entrato nel circolo. Ne è seguito uno scontro verbale con il genitore che ha “agguantato” il giovane ed è stato poi fermato dal padre della ventenne che ha denunciato la violenza e da altri avventori.
Il giovane, rimasto colpito dalla reazione dell’adulto, è finito al pronto soccorso e si è fatto refertare per alcune lesioni (7 giorni di prognosi). Poi la querela. «Non volevo picchiarlo e mi scuso – dice il padre della testimone –. Non penso che abbia battuto la testa contro il muro, come ho sentito che qualcuno racconta. Ho agito di impulso e sotto pressione, pensando a tutelare mia figlia e la sua amica dalle mille insinuazioni che abbiamo sentito in questi mesi. Mi dispiace per quello che è successo e sono pronto a chiedere scusa a lui e alla sua famiglia».
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