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Pontedera

La difesa del maestro: ai bimbi mai schiaffi e tirate d’orecchie

La difesa del maestro: ai bimbi mai schiaffi e tirate d’orecchie

Insegnante sessantunenne imputato per maltrattamenti Agli atti le immagini delle telecamere nascoste a scuola

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PISA. Mai volati schiaffi in classe e nemmeno vere e proprie tirate di orecchie, date con l’intenzione di fare del male ai bambini. Luigi Moretto, 61 anni, nato a Napoli e residente a Palaia, finito a giudizio per maltrattamenti verso fanciulli dopo le denunce dei genitori di alunni che frequentavano la scuola elementare di Staffoli e la “Gandhi” a Pontedera, si è sempre difeso dalle accuse. E ieri lo ha fatto, in tribunale a Pisa, davanti al giudice Donato D'Auria. Rispondendo alle domande del pm Aldo Mantovani ha ripercorso aspetti che riguardano la vicenda avvenuta alla scuola elementare di Staffoli e a quella di Pontedera. L'insegnante, infatti, è finito a giudizio non solo per i maltrattanenti denunciati alla scuola elementare “Torello della Maggiore” a Staffoli ma anche per altri episodi che gli sono stati contestati a Pontedera, in tempi più recenti e dopo l'inchiesta che già lo aveva coinvolto. Nel maggio 2012 Moretto fu messo agli arresti domiciliari dopo una prima denuncia e lunghe indagini dei carabinieri che piazzarono, senza che nessuno lo sapesse, le telecamere all'interno della classe dove Moretto faceva lezione.

Facendo riferimento anche ad alcune di queste immagini, ieri il pubblico ministero ha chiesto all’insegnante quale spiegazione dà dei contatti fisici con gli alunni e come mai tirava le orecchie. L’insegnante ha negato di aver usato violenza nei confronti del bambino di Staffoli che tra l’altro si dimostrava affettuoso nei suoi confronti. «Non ho mai dato schiaffi, caso mai passavo due dita sulla guancia». Un richiamo, un atto di contenimento. Quando l’accusa gli ha chiesto di spiegare come mai spingeva il banco facendolo sbattere contro i bambini il maestro ha risposto che gli alunni avevano preso l’abitudine di spingere i banchi in avanti e lui interveniva per fermarli. Un custode della scuola elementare di Staffoli al processo ha riferito di avere visto il maestro rincorrere i bambini nei corridoi e tirare loro le orecchie. «Il bidello non ha detto la verità – ha risposto in maniera decisa il maestro –. È una persona particolare, l’ho difeso più volte quando facevo attività sindacale». L’insegnante infine ha detto di non sapersi spiegare come mai qualcosa si sia incrinato nel rapporto con le famiglie. «Sono sempre stato stimato, poi tutto è cambiato e le cose da rotonde sono diventate quadrate...». Ieri sono stati sentiti i consulenti della difesa e una serie di testimoni (dalla dirigente scolastica dell’istituto di Santa Croce, agli insegnanti di sostegno e alcuni genitori) indicati sempre dalla difesa, affidata agli avvocati Ezio Manzione e Luca Scarselli. Il processo è stato aggiornato al 18 aprile per le conclusioni e la sentenza.

«Per noi è chiaro – ha detto l’avvocato Manzione – che non ci sono mai stati veri e propri episodi di violenza o maltrattamenti». Resta da capire come verranno qualificati quelli che il maestro indica come necessari atti di contenimento degli alunni.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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