Galli, la punizione per diventare campione... del cuore
Primo giorno da volontario obbligato alla mensa dei poveri Il centrocampista: «Sono felice di potermi rendere utile»
PONTEDERA. Chissà se la posa è la stessa utilizzata per ascoltare Paolo Indiani negli spogliatoi del Mannucci prima del fischio iniziale di ogni partita.
Guardandolo viene spontaneo pensarlo. Braccia incrociate, sguardo attento. Di tanto in tanto annuisce con la testa. Davanti a lui però non ci sono schemi e ordini di marcature. Ma un’arzilla volontaria coi capelli bianchi.
«Sono contenta che abbiano mandato un bel ragazzo come te a darci una mano. Questo è il registro dove annotiamo i nomi di coloro che vengono a mangiare. Là invece ci sono le docce e dall’altra parte, la porta che vedi sulla destra porta in bagno».
Ai tempi in cui militava nella squadra della Primavera del Livorno mai avrebbe pensato di ritrovarsi tra vassoi e piatti di pasta. In servizio alla mensa dei poveri.
Con un’anziana impegnata a illustrargli ogni singolo metro quadrato della stanza. Iacopo Galli, centrocampista del Pontedera, ha provato sulla pelle il famoso detto popolare: «Mai dire mai».
Tutto ha avuto inizio il 4 marzo all’Aquila. I granata stanno recuperando la 23ª giornata del campionato di Lega Pro, rimandata il 1° febbraio per neve.
Abruzzesi in vantaggio 1-0, ma solo per pochi minuti. Il gol del pari pontederese arriva proprio grazie a un super tiro dalla distanza di Galli. Gesto balistico di prestigio. Meno bella l’esultanza, in faccia alla tribuna dei tifosi di casa
. L’arbitro lo espelle e il giudice sportivo usa la mano pesante: 4 giornate di squalifica. Il direttore generale del Pontedera Paolo Giovannini analizza l’accaduto: di solito la “pena” più significativa consiste in una sostanziosa decurtazione dello stipendio, ma la società dei presidenti Gianfranco Donnini e Paolo Boschi non ricopre d’oro i propri atleti.
Occorre un piano B, che vada oltre i soldi e faccia riflettere il giocatore. L’idea arriva all’inizio della scorsa settimana, quando Giovannini contatta l’assessore Matteo Franconi. Il confronto è fruttifero. Per Galli viene formulata una “punizione” da consumare al servizio della collettività.
La mensa dei poveri è il luogo ideale dove rendersi utile per gli altri e tastare con mano le difficili situazioni dei bisognosi. Un tuffo nel sociale per placare l’esuberanza del pendolino della fascia sinistra già adocchiato da alcuni club di serie B.
Sono passati soltanto 10 minuti dal suo “esordio” al fianco dei meno fortunati.
Ma le prime parole di Galli testimoniano la validità dell’iniziativa partita dagli uffici societari granata: «Cercherò di rendermi utile facendo del mio meglio. Ho accettato subito la proposta del direttore Giovannini perché credo che esperienze del genere possano soltanto servire da insegnamento. E poi l’idea di dare una mano a chi ne ha bisogno mi piace».
Il talentino in comproprietà tra Livorno e Pontedera proseguirà nel servizio di volontariato per poco più di 2 settimane dalle 11 alle 12.45.
Continuando ad allenarsi con i compagni il pomeriggio, nella speranza che il ricorso prossimo ad essere presentato dalla società venga accolto facendo ridurre le giornate di squalifica.
Nel frattempo comunque c’è chi pensa a tenerlo in riga a suon di consigli e insegnamenti.
L’anziana volontaria da indicazioni e Iacopo ascolta. Proprio come accade con il tecnico Paolo Indiani quando, prima della gara, gli spiega movimenti e marcature.
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