Il Tirreno

Pontedera

Il sogno di Licio, tornare a esporre nella sua Volterra

L'artista Licio Isolani prima della malattia
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L'artista Licio Isolani prima della malattia

Isolani è un artista di 83 anni molto malato e vive negli Usa. Fu colpito da un ictus e non è più in grado di parlare

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VOLTERRA. Per Licio Isolani, la battaglia per la vita è cominciata il 18 novembre 2012. Isolani, professore di scultura al Pratt Institute di Brooklyn, quella notte ebbe un ictus. La sua compagna, in quel momento a Pompei dove dirigeva un progetto di ricerca, impossibilitata a stabilire un contatto, nel pomeriggio chiese ad un'amica di visitarlo nell'appartamento interno alle mura universitarie. Trovato immobile e vigile, fu trasferito al Brooklyn Hospital di Fort Greene, troppo tardi perché potesse superare indenne un attacco, giudicato "massivo", sebbene la diagnosi presumeva che il recupero derlla parola e della mobilità potesse essere completo.

Licio Isolani, divenuto nel frattempo professore emeritus, è da oltre 2 anni il protagonista di un'agonizzante serie di trasferimenti tra ospedali e case di cura. Oggi è un artista morente. Ma con un desiderio: essere un'ultima volta in una galleria, tra le sue opere, a contatto col pubblico. Lo ha espresso alla sua compagna, tratteggiando poche parole su una lavagnetta dal suo letto d'ospedale. Vorrebbe un'ultima mostra delle sue opere, e possibilmente, essere presente, lui sul letto a cui è costretto. La salute e le sue condizioni finanziarie sono infatti oltremodo precarie e Isolani ha dalla sua soltanto una carriera all'avanguardia nella sperimentazione artistica.

Isolani, una delle figure italiane preminenti nella scena artistica newyorkese degli anni sessanta e settanta, ha perduto parola e mobilità; da oltre due anni è nutrito da una sonda e respira con la ventilazione forzata, mentre al momento giace in un letto al settimo piano del Methodist Hospital di Park Slope.

Questo intellettuale, nato a Volterra 83 anni fa, ha comunque una grande fortuna. Gli è accanto Eleonora Del Federico, sua partner e convivente, di 33 anni più giovane. Eleonora non solo lo ha assistito in questi due ultimi anni di condizioni involutive, ma combatte per fornire al suo uomo assistenza 24 ore al giorno, ma soprattutto terapia riabilitativa vocale e fisica. «Nei tempi della sua prima degenza - ricorda - le condizioni di Licio migliorarono sensibilmente. Scriveva, poteva muoversi, andava in palestra in quanto era sottoposto a riabilitazione cognitiva, fisica e della parola. Poi tutto questo è cessato».

Eleonora non nasconde che, nel suo ruolo di procuratrice di Licio, ha dovuto spendere tutti i risparmi del compagno, 300mila dollari, poi anche i suoi, mentre la pensione del professore è stornata al Medicare. «Adesso - dice - sono anche indebitata per consentirgli assistenza. Io lavoro, non posso dedicarmi interamente a lui".

Isolani rappresentò una figura centrale anche nella vita newyorkese di Gaetano Pesce, architetto e designer 74enne, che dal 1980 ha reso New York la sua primaria residenza. I lavori di Pesce fannno parte delle collezioni stabili di MoMa e Metropolitan, del Vitra Museum nei pressi di Basilea, Victoria and Albert Museum a Londra e del Pompidou Center. Pesce ha insegnato in università di tutto il mondo, inclusa Cooper Union a New York.

«Licio mi ha aiutato ad ambientami con la famiglia a New York e mi trovò anche la prima casa, su Prospect Park West. La nostra amicizia inizialmente fu professionale, mi interessavano i materiali nuovi e lui accese la mia curiosità per gli elastomerici, come la gomma liquida. E' un'idea stupenda, intendo anche quella di voler essere in sala pur essendo costretto a letto. Occorrerebbe risolvere problemi significativi. Piuttosto, suggerisco una mostra di un giorno, e se si volesse, si potrebbero mostrare in diretta le opere da Volterra».

Una mostra di Licio Isolani, nei giorni forse ultimi della sua vita, è un'impresa possibile. Molte opere sono in magazzino nella sua Volterra, altre nella casa di Fort Greene, altre ancora sparse per i musei che gli hanno destinato ospitalità.

Dopo il diploma all'Istituto d'Arte di Firenze, Isolani è giunto negli Usa e come ha accenato l'architetto Pesce, ha trovato lavoro a St. Paul (Minnesota) dove creava immagini sacre per una ditta specializzata, e dove si è sposato nel 1956. Nel 1960 si trasferì a New York.

Alla fine degli anni sessanta entrò anche nel gruppo sperimentale E.A.T. che John Cage e un ingegnere della Ibm, Bill Kluver, avevano fondato. Le sue opere erano una presenza costante nelle gallerie d'avanguardia, in musei come il MoMa, in mostre a Parigi (1979), Taiwan (1986, 1994 e 1995), Canada (1993) e, ovviamente, nella sua Volterra, dove vivono la figlia, il fratello Furio e la sorella Giulia. Licio Isolani era andato in pensione due mesi prima di quella notte del novembre 2012, quando fu assalito dall'ictus.

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