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Crisi alla Fondazione Sipario

«Aver bloccato l’attività crea solo un danno»

«Aver bloccato l’attività crea solo un danno»

CASCINA. «Il blocco delle attività di questi giorni sta producendo un danno di immagine alla Fondazione, che per la prossima stagione troverà sicuramente più difficoltà nel vendere i propri...

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CASCINA. «Il blocco delle attività di questi giorni sta producendo un danno di immagine alla Fondazione, che per la prossima stagione troverà sicuramente più difficoltà nel vendere i propri spettacoli, e anche un forte danno economico, con una perdita stimabile in circa 15mila euro. Per quest'anno le spese da ridurre passano quindi da 90mila a 105mila euro. Una cifra che intendiamo recuperare nelle voci di bilancio per mantenere in equilibrio l'esercizio 2015, dopo aver raggiunto il pareggio nel 2014». Il presidente del cda de La Città del Teatro, Michelangelo Betti, replica ai sindacati e allo sciopero dei lavoratori. «Sono stati otto gli incontri con sindacati e lavoratori negli ultimi mesi, ma non abbiamo mai smarrito l'obiettivo di fondo della trattativa: garantire un futuro alla Fondazione teatrale di Cascina, puntando ad aprire un ciclo di bilanci in pareggio o in attivo. Un obiettivo da raggiungere per rispetto a tutti i cittadini, che contribuiscono all'attività del teatro e che, in un periodo economico difficile, devono avere la garanzia che i conti dell'ente culturale più importante del comune siano in ordine. A oggi questo obiettivo, al di là delle affermazioni, non è ancora stato condiviso dai sindacati: le misure proposte portano solo a una conservazione dell'assetto attuale, a una conservazione che riproporrebbe anni di bilanci in perdita». E negli anni dei bilanci in perdita «non ci sono state proteste né la minima segnalazione di un debito che cresceva (688mila euro negli ultimi sei anni, 800mila nel periodo precedente). Le proteste sono iniziate solo oggi, in piena stagione teatrale e senza rispetto per il pubblico (quasi 2.000 persone senza spettacolo avvisate tardivamente con il biglietto già acquistato), quando le scelte del cda e della dirigenza arrivano a intervenire sulle spese più rilevanti, per ricondurle a livelli analoghi a quelli di strutture simili per dimensioni e attività». Respinta al mittente anche la critica del mancato confronto: «Avremmo potuto anticipare il piano di revisione della spesa a settembre. Siamo invece arrivati a marzo proprio per dare tempo ai sindacati e ai lavoratori di prendere conoscenza di una situazione nota da lungo tempo».

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