Italia
Volterra, l’Asl darà una casa agli ospiti che lasciano l’Opg
Un progetto lampo per trasformare un padiglione dell’ospedale in un a residenza sperimentale per pazienti con disturbi psichiatrici autori di reato. Prevista anche l’assunzione di venti persone
VOLTERRA. Gli internati dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo saranno trasferiti a Volterra dove l’Asl 5, con un progetto-lampo redatto il 2 marzo e deliberato nella giornata di ieri, ha dato il via ad un nuovo modulo “residenziale sperimentale ad alta intensità assistenziale per pazienti con disturbi psichiatrici autori di reato”. Ci sono già i luoghi e gli spazi: i pazienti saranno ospitati nell’ex padiglione Morel in Borgo San Lazzero, in una porzione inutilizzata che si trova al piano terra. Stiamo parlando di 450 mq dove sono già presenti ambienti per la degenza, ad uso medico e i necessari locali accessori. La nuova struttura, che nei prossimi giorni attende il via libera dalla Regione Toscana, andrà a sostituirsi all’ex Opg soppresso, a partire dal 31 marzo, con la legge 81 del 30 maggio 2014. Volterra diventerà il punto di riferimento per l’intera Area vasta (quella del nord-ovest).
I numeri. I lavori di adeguamento del padiglione Morel sono stati già quantificati: serviranno circa 65mila euro per sistemare i locali (si tratta di metterli a norma per poter ospitare autori di reati). Una volta completato l’intervento in Borgo San Lazzero potranno arrivare al massimo fino a 12 pazienti psichiatrici. Altri 800mila euro all’anno invece l’Asl li dovrà spendere per il personale.
Ricadute occupazionali. Questo è il punto più interessante. Perché grazie alla riqualificazione del Morel entreranno in servizi nuove figure professionali. Il progetto prevede l’assunzione di sei educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica, uno psicologo clinico, sei infermieri, uno psichiatra a tempo pieno e un part time più altri sei operatori socio sanitari. Insomma, una bella boccata d’ossigeno per la sanità volterrana che a più riprese vive e ha vissuto con lo spetto delle chiusure e dei ridimensionamenti. La presenza del personale )dopo un percorso di formazione)dovrà essere garantita durante tutte le ventiquattro ore.
Il cronoprogramma. Il cronoprogramma per l’attivazione della struttura prevede l’adeguamento dei locali entro il 20 marzo; l’assunzione e la formazione del personale entro il 31 marzo; la pianificazione del percorso e la predisposizione delle procedure e dei protocolli entro il 31 marzo; l’avvio del progetto residenziale invece dovrà essere, per forza di cose, l’1 aprile. Infatti, a quella data i pazienti di Montelupo dovranno aver lasciato l’ospedale psichiatrico giudiziale di Montelupo.
Gli altri pazienti. Il progetto prevede anche che il padiglione Morel possa ospitare i pazienti dimissibili dalla Rems (Residenza per Esecuzione di misure di sicurezza) per cui è venuta meno la necessità della misura detentiva pur permanendo l’applicazione di misure di sicurezza ma anche i pazienti autori di reato provenienti dal territorio per i quali l’Autorità Giudiziaria dispone l’invio in struttura per trattamenti riabilitativi con misure di libertà vigilata attenuata ma non di tipo detentivo in alternativa al carcere o alla misura detentiva nella Rems.
Le aree di intervento. Le aree di intervento su cui il personale dovrà lavorare riguardano l’area clinica e psichiatrica (monitoraggio delle condizioni psicopatologiche), l’area psicologica (interventi psicologici e psicoeducativi), l’area riabilitativa (che prevede interventi strutturati sia individuali che di gruppo.
La durata massima del programma di riabilitazione non dovrà essere superiore ai 18 mesi prorogabile di sei mesi con motivazione scritta e concordata con il Centro di salute mentale di riferimento.
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