Il Tirreno

Pontedera

Day hospital aperto tre giorni su sette

di Rino Bucci

Il direttore generale: «Stiamo valutando una riorganizzazione sulla base delle richieste e dei numeri»

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VOLTERRA. Da più parti, sia direttamente che indirettamente, lo hanno tirato per la giacchetta. Tra i primi sono stati i simpatizzanti e gli iscritti all’associazione “Difendiamo l’ospedale” che nei giorni scorsi avevano denunciato il funzionamento a ranghi ridotti del day hospital dove, in assenza di personale, le stanze (6 posti letto) venivano chiuse e gli infermieri ridistributi nei reparti in affanno. E reiterare le perplessità poi erano state le organizzazioni sindacali dei pensionati e lo stesso sindaco Marco Buselli. Al coro si erano poi aggiunte anche le voci dei candidati alle Rsu della Cgil che si sono presentati nella giornata di mercoledì.

Ma quale sarà la sorte del day hospital? A spiegarlo è il direttore dell’Asl 5 Rocco Damone che in questi giorni è stato in visita più volte il Alta val di Cecina non solo per trattare proprio del day hospital ma anche per ridisegnare una rotta per le Case della Salute sia su Volterra che a Pomarance dal momento che, negli ultimi tempi, si era accesa la discussione. Partiamo, però, proprio dal day hospital.

«Diciamo innanzitutto - spiega il direttore generale - che l’ospedale di Volterra come tutti gli altri in Toscana e come ribadito dal presidente della Regione Enrico Rossi non chiuderà. È un dato di fatto sanciato da atti regionali». Detto questo, ci saranno dei piccoli aggiustamenti. «Stiamo valutando se tenere aperto il day hospital per due o tre giorni alla settimana. Stiamo parlando di un reparto dove si fanno interventi programmati e dove in alcuni giorni della settimana non si presenta assolutamente nessuno».

«Siamo in fase storica in cui non ci possiamo certo permettere di avere del personale con le mani in mano - continua il direttore generale dell’Asl 5 - quindi stiamo valutando una riorganizzazione che prevede l’apertura del day hospital chirurgico in due o tre giorni alla settimana. Nei restanti giorni di chiusura il personale infermieristico viene spostato negli altri reparti (ortopedia e cardiologia, ndr)».

«L’allarmismo che si è verificato nei giorni passati è privo quindi di fondamento - conclude Damone - stiamo operando delle scelte di riorganizzazione che non hanno nulla a che vedere con chiusure o dismissioni».

Altra questione che ha tenuto banco in settimana riguarda invece la Casa della Salute e il trasferimento del centro antidiabete in altre stanze.

«Anche in questo casa - spiega il direttore generale - si è fatto troppo allarmismo. È accaduto che la responsabile, la dottoressa del reparto abbia deciso di spostarsi su Pontedera per alcuni giorni e per necessità personali»

«Bisogna che si comprenda - conclude il direttore generale dell’Asl 5 - che gli ospedali di Pontedera e Volterra fanno parte della stessa azienda e che gli specialisti e i servizi sono intercambiabili. Del resto, molti radiologi vengono in Alta Val di Cecina per lavorare e mantenere attivo il reparto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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