Il Tirreno

Pontedera

Vanno al lavoro e trovano l’azienda a porte sbarrate

di Danilo Renzullo
Vanno al lavoro e trovano l’azienda a porte sbarrate

Posti a rischio per sei lavoratori della Sole srl che gestisce un bar ristorante lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno

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PONTEDERA. A dispetto del nome dell'azienda per la quale lavorano, la “Sole srl”, le speranze di un impiego stabile per sei giovani lavoratori sono tramontate di fronte ad una serranda abbassata. Ieri mattina i dipendenti della società, che ha sede legale a Cenaia e gestisce il bar-ristorante dell'area di servizio Pontedera Nord sulla Fi-Pi-Li (in direzione Livorno), hanno subìto l'ennesima doccia fredda: quando sono arrivati sul posto di lavoro, invece di clienti e consumatori hanno trovato le serrande abbassate. Nessun preavviso, né una comunicazione, ma solo porte sbarrate e incredulità. Nessuna crisi, né un calo della clientela tale da giustificare la chiusura in tronco dell'attività sembrano aver colpito la società, proprietà di un 85enne residente a Pisa.

I rapporti sono stati sempre scanditi da crescenti tensioni tra il datore di lavoro e i dipendenti che spesso - così denunciano - sono stati oggetto «di offese e umiliazioni anche davanti ai clienti». I sei ragazzi, tutti tra i 22 e i 33 anni, sono stati assunti in blocco lo scorso anno (dopo le dimissioni volontarie dei vecchi dipendenti) e inquadrati con un contratto a tempo indeterminato.

L'illusione di una stabilità lavorativa, però, è durata poco. A novembre dello scorso anno iniziano le prime difficoltà. La società non corrisponde gli stipendi. «Mancanza di liquidità», sembra giustificarsi l'azienda. Il mancato versamento delle mensilità si ripeterà anche il mese successivo e a gennaio, quando i dipendenti decidono di segnalare la situazione alla direzione territoriale del lavoro, che farà poi anche un sopralluogo, e alla Guardia di Finanza.

Le spettanze non vengono corrisposte, ma lo scorso 9 febbraio, in spregio a qualsiasi norma che regola i rapporti di lavoro, i dipendenti trovano affissa nella bacheca una comunicazione. Un semplice foglio con un lungo messaggio scritto a mano con cui la società comunica il licenziamento collettivo: «Avviso per i dipendenti – inizia la comunicazione -. Il seguente avviso serve quale notifica per la fine del rapporto del lavoro. Pertanto ogni dipendente deve mettere la firma per l'avvenuta notifica: si avvertono tutti i dipendenti che Eni – proprietaria del locale nel quale si svolge l'attività lavorativa – ha deciso e ci ha notificato che l'affitto del suddetto cessa a partire dalla data del 16-02-2015. Il 16-02-2015 sarà pertanto l'ultimo giorno di lavoro. Ogni dipendente di seguito apponga la propria firma di assenso e di presa d’atto. Il tutto servirà quale notifica per l'avviso di licenziamento». La società tiene a precisare che il tutto è da considerarsi a norma di legge.

I lavoratori non firmano e si rivolgono alla Cgil di Pisa, che incontra l'azienda. Il sindacato cerca anche di far leva sull'Eni, società petrolifera che gestisce il distributore di carburanti dell'area di servizio e proprietaria del bar-ristorante guidato da una decina di anni dalla “Sole srl”, per cercare di risolvere positivamente la questione.

Ieri, con la chiusura senza preavviso dell'attività, l'ennesima doccia fredda per i lavoratori, che tecnicamente risultano sospesi dal lavoro, con diritto di retribuzione, ma non licenziati. Ieri hanno inviato un fax alla società con cui si dichiarano pronti a riprendere l'attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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