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Se hai lo smartphone niente contributi contro la povertà

di Giacomo Pelfer
Se hai lo smartphone niente contributi contro la povertà

Santa Croce sull’Arno: il Comune rivede il regolamento per l’accesso al fondo riservato al disagio socio-economico

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Oltre alla situazione economica e alle difficoltà lavorative, per chiedere aiuto al Comune bisognerà anche dimostrare di saper dare il giusto valore al denaro. Di saper distinguere tra le priorità, quelle vere, e le priorità fittizie, evitando di concedersi il lusso dell’auto nuova o dello smartphone di ultima generazione quando magari non si hanno i soldi per pagare le bollette. È una delle novità contenute nel nuovo regolamento per l’accesso al fondo contro il disagio abitativo del Comune di Santa Croce, approvato nel consiglio comunale di martedì. Un’impostazione innovativa, «pensata per garantire l’accessibilità e l’imparzialità – ha spiegato l’assessore Carla Zucchi - ma soprattutto per ampliare la platea dei beneficiari, a parità di risorse, scoraggiandone l’abuso».

Il fondo. Già dal 2009, infatti, l’amministrazione di Santa Croce è stata la prima in zona a dotarsi di un fondo contro il disagio socio-abitativo, con uno stanziamento annuale che ad oggi ammonta a 80mila euro. Soldi che vengono messi a disposizione di quelle famiglie che, per la mancanza o la perdita di lavoro, si trovano in una situazione di morosità incolpevole. Da qui l’aiuto, che può intervenire a sostegno del canone di affitto, per la locazione di una nuova abitazione a seguito di sfratto, per il pagamento delle bollette o per piccoli interventi di manutenzione. Soldi che comunque non transitano mai dalle mani dei beneficiari, ma che vengono erogati direttamente al privato o all’ente creditore. A stabilire l’accoglimento o meno delle domande è un apposito “tavolo” riunito a cadenza mensile e composto dall’ufficio politiche sociali e ufficio casa del Comune, dalla Società della Salute, dalla Domus Sociale e dalla Caritas diocesana e parrocchiale.

Il regolamento. «Alla luce dell’esperienza di questi anni – ha proseguito Zucchi – abbiamo ritenuto opportuno regolamentare ulteriormente l’accesso al fondo». Il nuovo regolamento, infatti, introduce procedure più precise per le modalità di accesso, che dovranno essere protocollate, fissando in 8mila euro il tetto reddituale del nucleo familiare oltre il quale non è possibile essere ammessi, e istituendo un ulteriore “Tavolo tecnico” per la valutazione delle domande.

I beni posseduti. Ma la novità principale è quella che riguarda i cosiddetti “indicatori di benessere”. Oltre alla documentazione del quadro economico e lavorativo, infatti, il richiedente è chiamato a fornire l’elenco di automezzi, immobili, elettrodomestici ed altri beni posseduti. «Una scelta di rinnovamento – l’ha definita il sindaco Giulia Deidda –. Il segnale di una disponibilità da parte del Comune, in base però ad una serie di elementi che puntano soprattutto a responsabilizzare il richiedente. Perché uno smartphone non può essere una priorità come lo sono il latte e la pasta. In questo modo vogliamo anche sfatare certe leggende metropolitane che si sentono spesso a Santa Croce».

Le posizioni. La novità ha riscosso l’appoggio dei Cinque Stelle che hanno comunque raccomandato controlli periodici sui risultati del nuovo regolamento. Controlli che Deidda ha confermato, con cadenza trimestrale, per poi tracciare un bilancio dopo un anno di sperimentazione. Più critica la posizione dei consiglieri di “Ricostruiamo Santa Croce”, che pur apprezzando lo sforzo «a sfatare certe leggende» avevano chiesto un passo ulteriore: «Inserire nel tavolo tecnico un rappresentante per ogni gruppo consiliare», ha chiesto Fulvia Quirici, che ha contestato anche la deroga al superamento del tetto massimo di 1.200 euro annuali per ciascun nucleo, prevista dal regolamento per “situazioni di assoluta eccezionalità”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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