Frode alle Poste di Montopoli: sono 22 i casi sotto esame
Concluse le indagini interne a carico della direttrice dell’ufficio Orietta Bartoli. Più di ottocentomila gli euro che sarebbero stati sottratti illecitamente dai conti
MONTOPOLI VALDARNO. L'ufficio antifrodi di Poste Italiane, che ha svolto un'indagine sui presunti ammanchi sui conti dei clienti dell'ufficio postale di Montopoli Valdarno, ha concluso il suo lavoro. Sono salite a 22 le persone anziane, tutte residenti nella zona, che sarebbero state raggirate dall’ex direttrice dell'ufficio postale e che hanno presentato una denuncia. Durante le indagini, iniziate alcuni mesi fa, è aumentato il numero delle persone raggirate e l'ammontare dei soldi spariti dai risparmi dei clienti.
I soldi svaniti nel nulla sono circa 825mila euro. Poste Italiane, anche se non lo ha mai fatto con un comunicato ufficiale, ha spiegato ai clienti che saranno rimborsati delle somme prelevate dai conti in maniera illecita dalla direttrice Orietta Bartoli, 55 anni, di Capanne, la quale è sotto inchiesta per peculato e potrebbe anche perdere il lavoro.
Le procedure per la restituzione del denaro richiederanno ancora tempo perché vanno concluse le verifiche su ogni singola posizione da parte delle varie divisioni di Poste Italiane che si occupano di casi del genere, sempre piuttosto complessi da ricostruire, per i successivi rimborsi ai clienti. La direttrice della Filiale di Pisa, dottoressa Susanna Iervasi, si è poi impegnata a farsi parte attiva con la direzione centrale per arrivare a una soluzione rapida degli eventuali contenziosi, rassicurando gli investigatori dei carabinieri che si occupano del caso sulla chiusura delle procedure entro la prossima estate, al massimo entro l'anno.
Secondo le accuse, la Bartoli si sarebbe appropriata dei soldi in vario modo, sempre però con operazioni che si sono concluse senza il rilascio di alcuna ricevuta. Per prelevare il denaro la donna, stando a quanto è stato ricostruito in questi mesi di indagini, faceva operazioni su libretti creati appositamente in modo da non destare sospetti. Sono stati scoperti prelievi in contanti anche di trentamila euro, sfuggiti completamente a qualsiasi segnalazione interna. Anche su questo Poste Italiane è stata invitata a riflettere mentre i cittadini si stano organizzando per costituire un comitato ed essere uniti contro Poste, che finora ha dimostrato interesse per i risparmiatori ma non li ha ancora risarciti.
L'inchiesta penale nel frattempo va avanti e non è escluso che l’azienda attenda di conoscere l'esito delle indagini dei carabinieri e della Procura della Repubblica di Pisa. Finora l’ex direttrice, molto conosciuta nella zona di Montopoli, si è sempre difesa sostenendo la tesi dell’equivoco che alla fine sarà chiarito.
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