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Autocertificazioni, multe salate ai pensionati che hanno sbagliato
Le sanzioni sono anche di tre volte il valore dell’esenzione. Per una visita medica da 172 euro il conto è stato di 680
PONTEDERA. Se avete ottenuto un’esenzione per il ticket sulla base di una autocertificazione sbagliata o comunque che non combacia con la dichiarazione dei redditi c’è il concreto rischio di vedersi recapitare una sanzione molto salata. Dall’inizio dell’anno, infatti, i controlli incrociati sono stati intensificati da Asl ed enti preposti al controllo fiscale. Ma siccome la materia tocca in larga parte i pensionati, le stangate appaiono giuste, ma esagerate.
Si tratta di tre o quattro volte il valore dell’esenzione per cifre che diventano difficili da sopportare per chi percepisce pensioni ordinarie. E i casi in Valdera si stanno moltiplicando da alcune settimane a questa parte. Alcune situazioni sono state segnalate dal patronato Ital-Uil, che ha visto passare pratiche riguardanti alcune decine di anziani stangati dal Fisco.
«È chiaro che la sanzione è sacrosanta – dicono dal patronato – visto che si dichiarano redditi non veritieri. Ma gli importi sono davvero esagerati. Anche perché a volte succede che per ottenere le esenzioni sono state portate le dichiarazioni Isee da parte di pensionati che hanno ricevuto risposta affermativa per l’esenzione da parte degli uffici dell’Asl. Ma alla verifica risultano incongruenze, visto che per non pagare il ticket ci si basa sul reddito e non sull’Isee. Ma essendo difficile dimostrare l’errore altrui non resta che pagare la sanzione».
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E i conti, come detto, sono salati.A un anziano che abita in un paese della Valdera, a fronte di un ticket non pagato di 132 euro, perché ritenuto esente in un primo momento, è stata comminata una sanzione di 480 euro dopo i controlli effettuati. Un altro che, invece, vive a Pontedera ha dovuto sborsare ben 680 euro dopo aver passato una visita che prevedeva il pagamento del ticket da 172 euro. E che, ovviamente, non ha pagato, salvo poi vedersi arrivare la comunicazione a casa della sanzione da saldare.È l’inasprimento dei controlli che in tempi di crisi e di tagli ai budget, specie in sanità, risultano inevitabili per far quadrare i conti. In tutta Italia, del resto, si moltiplicano notizie di numeri enormi riguardanti le dichiarazioni fasulle per le esenzioni dei ticket. Ed è quindi normale che si verifichino queste situazioni simili anche in Toscana.
«Come detto, controllare che le autocertificazioni siano veritiere è giustissimo – proseguono dal patronato della Uil – ma occorrerebbe anche valutare i vari casi. Triplicare o quadruplicare l’importo della sanzione rispetto a quello del ticket non pagato può essere una stangata che un pensionato difficilmente sopporta. Anche perché spesso, alla base della dichiarazione non fedele rispetto al reddito, ci sono equivoci e fraintendimenti. È vero che la legge non ammette l’ignoranza, ma a volte può essere giusto valutare bene i casi che si possono verificare».
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Questa vicenda è figlia del cambio di rotta, da parte della Toscana e di tutte le regioni d’Italia a dire la verità, in fatto di esenzioni del ticket. Con il 2015, infatti, anche gli ultrasessantacinquenni dovranno pagarlo in base al reddito e le dichiarazioni sono l’elemento discriminante per ottenere o meno la sanzione. Ma insieme a questo provvedimento sono arrivati anche i controlli stringenti, che, spesso, vedono addirittura la guardia di finanza impegnata nelle verifiche delle documentazioni prodotte per ottenere l’esenzione.
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