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l’indagine arpat

Rifiuti fuori regola e pile stoccati nell'isola ecologica

Rifiuti fuori regola e pile stoccati nell'isola ecologica

VOLTERRA. Lo stoccaggio dei rifiuti nell'isola ecologica alle ex Fornaci di Volterra era stato oggetto di un'interrogazione promossa dal Volterra Futura dove si riferiva anche di un'ispezione da...

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VOLTERRA. Lo stoccaggio dei rifiuti nell'isola ecologica alle ex Fornaci di Volterra era stato oggetto di un'interrogazione promossa dal Volterra Futura dove si riferiva anche di un'ispezione da parte di Arpat nella struttura di recente riqualificata grazie al finanziamento dell’Ato Rifiuti. Nel testo dell’interrogazione si chiedeva alla giunta guidata da Marco Buselli quali fossero i contenuti e i rilievi mossi dai tecnici pisani dell’agenzia regionale che si occupa della tutela dell’ambiente.

Ieri mattina, i risultati su quanto rilevato il 15 gennaio scorso li ha diramati la stessa Arpat con un comunicato a mezzo stampa.

«L’impianto è gestito dal Comune di Volterra, che aveva approvato il progetto definitivo di realizzazione del Centro con delibera di Consiglio (n. 77/2012), essendo già esistente un'isola ecologica, nello stesso sito. Con delibera n. 20/2010, lo stesso Consiglio comunale aveva approvato i lavori di trasformazione dell'isola ecologica in Centro di raccolta», scrivono da Arpat.

«Nel corso del controllo del 15 gennaio, è stato accertato che il centro di raccolta è costituito da un'area cementata opportunamente recintata, dotata di cancello meccanico e di sistema di raccolta delle acque piovane, recapitanti ad un impianto di trattamento. Una piccola porzione dell'area cementata risultava coperta da una tettoia».

Poi, iniziano i primi rilievi mossi dai tecnici: «In realtà la gestione dei rifiuti è risultata estesa ad una superficie maggiore di quella autorizzata per la presenza di rifiuti in altre due zone adiacenti: area confinante col Centro di raccolta, locali di deposito dismessi della vecchia fornace, e nell'area di parcheggio degli autoveicoli comunali», si legge nella la relazione.

Inoltre dall’Arpat hanno rilevato che: «sono risultati presenti notevoli quantitativi di rifiuti, tenuti in cataste o cassoni in cattivo stato di conservazione e tenuti all'aperto, oltre a pile esauste e medicinali; a ciò si aggiunge l'assenza di cartellonistica indicante la tipologia di rifiuti ed il relativo codice identificativo».

Dall’agenzia regionale spiegano anche che l’amministrazione comunale si è attivata per mettere in regola l’area nei giorni seguenti al controllo: «Da quanto emerso dai rilievi fotografici, effettuati dopo due settimane dal sopralluogo Arpat, dal Comune di Volterra e dalla documentazione pervenuta, si evidenzia che lo stesso si è attivato nei giorni successivi smaltendo buona parte dei rifiuti per liberare le aree occupate e non autorizzate», conclude la nota.

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