Il Tirreno

Pontedera

Troppi sprechi dietro le quinte

Troppi sprechi dietro le quinte

Cause di lavoro e contratti ad personam hanno fatto esplodere la spesa

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CASCINA. La Città del Teatro ristruttura il debito, cercando di mettere al sicuro il futuro della Fondazione Sipario Toscana e dello stesso teatro di Cascina. Per fare questo, oltre a prendere un finanziamento per ripianare un debito di circa 688mila euro, il consiglio d’amministrazione ha deciso di tagliare tre posti di lavoro, due nel settore delle pulizie, oltre al direttore tecnico che resterebbe al lavoro ma con un contratto diverso da quello attuale. Tutto questo, però, stamani potrebbe prendere un altro corso. Sindacati e dipendenti, nell’assemblea odierna, potrebbero mettere sul tavolo della trattativa una proposta diversa per salvare il salvabile. Fermo restando che il teatro deve abbattere i costi del personale.

Un contesto che ha generato un clima di veleni con numerose accuse, in parte già evidenziate dai Cobas e da altri sindacati, in parte fatte conoscere dagli stessi dipendenti.

 

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La storia è complessa e parte da un punto certo: il teatro Politeama, oggi Città del Teatro, ha accumulato negli anni - per ragioni che forse andavano prese in considerazione già da tempo - un debito importante, frutto di scelte aziendali che nel tempo si sono rivelate sbagliate. I motivi del rosso nei bilanci sono molteplici: ora i costi sono stati passati ai raggi x per eliminare gli sprechi. Nel conto dei soldi spesi in maniera poco appropriata sono finiti anche i costi legali di alcune cause di lavoro portate avanti dai dipendenti.

Anche per questa ragione l’attuale sindaco Alessio Antonelli, appena si è insediato, ha deciso di introdurre dei cambiamenti. Nuovo direttore artistico, al posto di Sandro Garzella, è arrivata Donatella Diamanti. Ed è stato nominato anche un nuovo consiglio d’amministrazione, presieduto da Michelangelo Betti.

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Nel corso dei mesi, però, stando ai dipendenti, si è assistito al rientro nel teatro, pur con ruoli e contratti diversi, di persone che avevano lasciato Cascina quando erano in disaccordo con Garzella. E così nel protestare per i tagli al personale c’è chi chiede al consiglio d’amministrazione di spiegare per quale ragione alcuni dipendenti andati in pensione continuano a lavorare con un contratto di collaborazione. Così come i sindacati chiedono di interrompere consulenze e contratti esterni prima di decidere i licenziamenti. Il primo nome è quello di Fabrizio Cassanelli, che lavora a Cascina con la moglie, Letizia Pardi.

Pure Emiliana Quilici, moglie di Sandro Garzella, è in pensione ma ha ottenuto un contratto di collaborazione. Poi c’è Annastella Giannelli, che ha una consulenza, e Antonella Moretti, tornata a Cascina con un contratto a tempo, dopo che se ne era andata e aveva vinto una vertenza di lavoro. Tra coloro che, in passato, hanno fatto causa ci sono anche Mundino Macis e Giorgio Sanfilippo. Cause che al teatro sono costate decine di migliaia di euro.

Lo stesso Sanfilippo è poi rientrato come nuovo direttore amministrativo. Sul suo compenso i sindacati hanno messo gli occhi.

Nei posti da tagliare è invece finito il direttore tecnico, Giuliano De Martini, che ha lo stipendio più alto, 57mila euro all’anno.

Qualcuno pensa che si voglia reintrodurre Mundino Macis che, prima della causa, ricopriva proprio questo ruolo. Tan’è che Macis insieme a Sanfilippo ha incontrato i lavoratori del teatro per incontri su come organizzare il lavoro.

Insomma, con il sonno della politica, secondo alcuni lavoratori e gli stessi sindacati, si è organizzata una vera e propria “restaurazione”, che in ogni caso, almeno dal punto di vista dei risultati in termini di programmazione e spettacoli, sta dando buoni risultati.

In queste settimane i sindacati hanno ribadito, chiedendo anche l’intervento del sindaco Antonelli, che i tagli non si fanno togliendo il lavoro a chi non ne ha e garantendo i pensionati.

Non mancano poi veleni su una squadra di dipendenti amici o di mogli che lavorano nel teatro, completata da altre persone che hanno fatto causa spillando alla Fondazione fior di quattrini.

E tutto questo mentre il Comune di Cascina e gli enti proprietari del teatro hanno rinnovato la convenzione per permettere alle banche di erogare un nuovo finanziamento che serva a ripianare il debito.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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