Un'ora di sciopero contro le lettere sull'assenteismo
Gli operai della Piaggio che hanno aderito all'iniziativa della Rsu Fiom Cgil hanno sospeso l'attività restando nei loro reparti
PONTEDERA. Sciopero di un'ora alla Piaggio di Pontedera indetto dalla Rsu Fiom Cgil per protestare contro le lettere che l'azienda ha inviato nelle settimane scorse a circa 40 dipendenti per segnalare loro le troppe assenze effettuate nel corso del 2014. In un primo momento gli operai avevano annunciato di voler uscire dalla fabbrica dal lato dell'ingresso merci per congiungersi con i loro colleghi di Ceva e Dna che operano all'interno del magazzino ricambi. Poi, però, problemi organizzativi e l'abbondante pioggia caduta in Valdera hanno portato la protesta a rimanere all'interno dello stabilimento per un'astensione dal lavoro durata un'ora e che, secondo fonti sindacali, ha avuto un'alta adesione.
La vicenda delle lettere ai dipendenti ha fatto molto discutere a Pontedera. Subito Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil si sono dichiarate preoccupate e hanno coinvolto i rispettivi legali delle segreterie nazionali per una prima valutazione sulle comunicazioni effettuate da Piaggio. "Irricevibile" è stato il termine più usato per criticare la mossa di Piaggio. La stessa azienda, attraverso la voce di alcuni suoi dirigenti, durante una recente riunione con i sindacati, avrebbe definito le lettere un "atto di cortesia" nei confronti dei lavoratori, scatenando ulteriormente le critiche da parte dei rappresentanti degli operai.
"Lo scopo reale delle minacce dell’azienda è di intimidire non quaranta, ma noi tutti tremila lavoratori Piaggio - scrive la Rsu Fiom Piaggio su Il Manifestino - Un attacco che continua la politica di forza della Piaggio, favorita dalle complicità sindacali e delle istituzioni locali: azzeramento del premio di produzione, chiusura totale sulla nostra piattaforma aziendale, uso arbitrario e indiscriminato della Cig e della Solidarietà, progressivo smantellamento delle officine meccaniche. Ogni cedimento ne produce un altro, senza fine. Agli attacchi del padronato si deve rispondere con la lotta, nel momento e nei modi più favorevoli".
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