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Il Cuoio di Toscana mette in mostra qualità e tradizione

di Emilio Chiorazzo
Il Cuoio di Toscana mette in mostra qualità e tradizione

Inaugurata a Pitti Uomo l’installazione “Words of walking” Il presidente Biagi: «Qui si concia come tanti anni fa»

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INVIATO A FIRENZE. «Sembra un Ceroli». Carlo Calenda, viceministro per lo Sviluppo economico, ha commentato così l’installazione “Words of walking” che il marchio Cuoio di Toscana ha allestito nel Cavedio del padiglione centrale alla Fortezza da Basso dove da ieri è aperta la kermesse di moda Pitti Uomo.

Si è soffermato a guardare quelle scarpe che camminano in circolo richiamano alle sculture lignee di Mario Ceroli.

E che mandano ancor più il pensiero al cuoio. Passi e ritmo. Passi e pensieri che camminano. L’installazione è completata da una serie di aforismi, una quarantina, proprio sul tema del movimento. Metafore del cammino dell’esistenza.

«Camminare è un’esperienza diversa per ognuno di noi – dice Stefano Biagi, presidente del consorzio Vero Cuoio che promuove il marchio “Cuoio di Toscana” – Accende le idee e la nostra presenza a Pitti, per il secondo anno consecutivo, vuole essere fonte di ispirazione per i visitatori della rassegna di moda».

Un’iniziativa che vuol accendere i riflettori su un prodotto - che coniuga tradizione e qualità. E che non ci sta a giocare il ruolo di parente povero della pelle.

«Il periodo economico che stiamo vivendo non è buono – spiega Biagi – Gli ultimi sei mesi dello scorso anno non sono stati come li avevamo previsti. Adesso, all’inizio del nuovo anno, puntiamo alla produzione estiva con un pizzico di ottimismo».

Per Biagi stiamo attraversando un momento che può essere paragonato ai giorni di nebbia.

«C’è davanti a noi una nebbia che non ci permette di vedere lontano – è la sua opinione – vediamo i dieci metri davanti a noi e quello è il margine operativo di cui disponiamo».

Tra San Miniato e Santa Croce si concentra il 98 per cento della produzione nazionale di cuoio che viene utilizzato per le suole.

«Un prodotto italiano – sottolinea il presidente del Consorzio – che esportiamo in tutto il mondo. È classico, si fa da generazioni e non si cambia: il vantaggio è questo. Si porta dentro la tradizione. E anche una produzione che si basa sulla concia lenta, come si faceva tanti anni fa, che impiega tannini di esclusiva origine vegetale: un processo di lavorazione che viene nel più scrupoloso rispetto della natura e dell’uomo».

A Pitti il Consorzio si fa promotore di questo messaggio, con la consapevolezza che quello di Firenze è un trampolino di lancio per paesi di ogni angolo del mondo.

«Siamo convinti – conclude Stefano Biagi – che noi sappiamo fare qualcosa di più e di meglio. E lo vogliamo far sapere al mondo: non c’è nessuno, in altro posto, che lo fa così».

Il Consorzio Vero Cuoio è nato nel 1985 con lo scopo di divulgare la cultura del cuoio e comunicare la qualità del prodotto delle 9 concerie associate.

Suole per le scarpe che usiamo per camminare, come quelle che, fino a venerdì fanno bella mostra nel Cavedio del Padiglione centrale, con l’opera ideata da Donato Galasso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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