Il presidio
Pontedera, morte cerebrale per il ciclista colpito da leucemia fulminante
La denuncia della sorella del ragazzo di 17 anni, che ora è tenuto in vita dai macchinari: "In ospedale lo avevano curato per un'otite". Iniziato il percorso di accertamento previsto dalla legge. L'Asl: "Nelle cure al pronto soccorso applicato il protocollo"
CENAIA. Morte cerebrale per un ragazzino di 17 anni, Younes Fatmi, originario del Marocco e residente a Cenaia. Il ciclista, che corre per il gruppo sportivo New Project Team di Fucecchio, è stato colpito da una forma fulminante di leucemia che, secondo i familiari, non è stata diagnosticata in tempo. Il minorenne ha cominciato a stare male all’inizio dell’anno. Il 2 gennaio, mentre era in ritiro con la squadra a La Torre di Fucecchio, ha avuto i primi problemi, come racconta disperata la sorella Faisa.
“Stava male, aveva la febbre, lo hanno riportato a casa con un'auto - dice - abbiamo chiamato il medico di famiglia, inizialmente sembrava un’influenza”. Anche altri compagni di squadra avevano gli stessi problemi di salute. Lunedì 5 il primo segnale allarmante. Il ragazzino ha perso sangue da un orecchio. La sorella, come lei stessa racconta, lo ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera. Un’ora o poco più di attesa e poi un medico lo ha visitato. Niente di grave, così era stato diagnosticato, solo una forma di otite. Nel referto di dimissioni era stato consigliato al ragazzo di effettuare una visita con l’otorino. Visita che c’è stata mercoledì 7 gennaio. Anche questo secondo medico avrebbe riscontrato una forte infezione all’orecchio ma niente di preoccupante.
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Il calvario di Younes era solo iniziato. Perché il sabato mattina le sue condizioni, anche se nel frattempo aveva cominciato ad assumere antibiotici secondo quelle che erano state le indicazioni dei medici, il ragazzino, alle quattro del pomeriggio, ha avuto un improvviso malore. La sorella ha chiamato il 118 di Pisa e un’ambulanza ha trasportato il povero ciclista a Pisa, all’ospedale di Cisanello. “Vomitava sangue - aggiunge la sorella, che ancora non ha dimenticato quei momenti - quando siamo arrivati all’ospedale ci hanno detto che aveva avuto un’emorragia cerebrale, probabilmente in conseguenza a una grave forma di leucemia fulminante. Se solo al pronto soccorso di Pontedera gli avessero fatto le analisi del sangue, una settimana prima, avrebbero capito cosa stava succedendo. Invece ci hanno trattato con superficialità, come se avesse una forma lieve di otite. Forse mio fratello si poteva salvare, invece la situazione è precipitata".
Il ragazzo si trova ora ricoverato nel reparto di rianimazione 2 all’ospedale di Pisa. La famiglia non ha ancora deciso se presenterà un esposto alla Procura. “Non vogliamo nulla dall’ospedale di Pontedera - si sfoga la sorella - e non so se voglio per mio fratello un ulteriore strazio, come è quello dell’autopsia. Ma voglio che si sappia quello che è successo. Un semplice esame del sangue, effettuato quando ci siamo rivolti per la prima volta al pronto soccorso del Lotti, avrebbe potuto farci capire che la situazione era grave e che mio fratello aveva la leucemia”.
Tutta la famiglia, a cominciare dai genitori - il padre è appena tornato in Italia dal Marocco - è all’ospedale di Cisanello in attesa di avere notizie di loro figlio. “I medici ci hanno detto che è come se fosse morto - si dispera la sorella - lo tengono in vita con le macchine. Un dolore grandissimo. I miei genitori hanno avuto un malore quando hanno capito che la situazione era disperata, anche i miei fratelli, che tra l’altro hanno problemi di salute, si sono sentiti male. Un fulmine a ciel sereno, nessuno si aspettava una situazione simile".
Il giorno in cui il diciassettenne si è sentito male ed è andato al Lotti, il pronto soccorso era “in crisi” per i numerosi accessi e per la cronica mancanza di posti letto. Il medico che ha visitato il ragazzino potrebbe avere considerato quel sangue uscito dall’orecchio come uno dei malesseri di stagione. Invece era uno dei primi sintomi della malattia che in pochi giorni avrebbe segnato il destino dell’adolescente.
In primo luogo la Asl 5 fa presente che è vicina alla famiglia di Younes Fatmi. La Asl fa anche presente "che il giovane si è presentato in pronto soccorso già in trattamento antibiotico per un’otite, diagnosi confermata subito dal medico di pronto soccorso e, successivamente, dalla visita dell'otorino. E’ bene precisare che il ragazzo non presentava alcun segnale clinico che potesse indurre i sanitari a effettuare ulteriori accertamenti diagnostici; infatti tutti i protocolli, in caso di assenza di febbre o di altri sintomi particolari, non prevedono esami ematici. Siamo convinti, affermano dalla direzione aziendale, che i medici del pronto soccorso del Lotti abbiano agito correttamente e ricordiamo che l’iter diagnostico terapeutico è totalmente tracciabile. Purtroppo il ragazzo è stato colpito da un evento imprevedibile, la cui origine solamente l’autopsia potrà chiarire".
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