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Parroco esasperato: "Sei furti in meno di cinque mesi in canonica"
Il parroco dispiaciuto: "Mi hanno scambiato per un bancomat, i ladri sono venuti anche mentre celebravo un funerale". I ladri ripresi da una telecamera
CASCIANA TERME. Don Angelo aveva deciso di non dare troppa pubblicità ai furti messi a segno nella canonica, sulla piazza principale della cittadine termale. Sei in meno di cinque mesi. Sperava che i ladri si dimenticassero di lui. Da settembre, da quando è stata presa di mira per la prima volta la casa del parroco, don Angelo Falchi, ha investito in sicurezza. Vale a dire che ha potenziato i sistemi di auto tutela, installando le telecamere sull’ “itinerario” seguito dai ladri per entrare nella canonica. Ma non è stato sufficiente. L’8 gennaio, infatti, i “topi” hanno cambiato strada, sono passati direttamente dalla chiesa e dalla sacrestia. Se ne sono andati con 1.200 euro in contanti dopo avere completamente scardinato una porta di legno.
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«Sinceramente non ne posso più – dice il parroco – finora avevo deciso di non dare troppa pubblicità a questi fatti. Ma ora sono sempre più convinto che ci sia un palo. Ogni volta i ladri aspettano che esca di casa e sono subito pronti a colpire. Mi sembra davvero tutto molto strano».Il sacerdote conserva le immagini dei ladri che sono entrati in canonica almeno in due occasioni. Un giovane, quasi sicuramente, è lo stesso che per due volte è tornato a prendere i soldi della parrocchia. «Qualcosa non mi convince – aggiunge don Angelo – ogni volta che preparo i soldi per portarli in banca, soldi raccolti per le gite o per altre attività della parrocchia, ecco che arrivano i ladri».
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La prima “visita” per niente gradita nella canonica risale al 4 settembre: i ladri sono entrati di mattina, mentre il sacerdote era ad una riunione del vescovo a San Miniato. Il 17 settembre, altra incursione, sempre di mattina. «Ero all’ospedale per una visita oculistica, sono uscito alle 9.10, dopo un’ora avevano già colpito». Il 2 ottobre invece i “topi” sono entrati nella canonica mentre don Angelo era all’altare nella chiesa e stava celebrando un funerale. E poi ancora la casa del parroco è stata colpita il 26 ottobre e il 16 novembre: questa volta l’allarme ha messo in fuga i ladri. E il sacerdote sperava che questo tentativo non andato a buon fine li avesse convinti a non tornare più. Invece l’8 gennaio, tra le 19,15 e le 20,05 i malviventi si sono ripresentati e questa volta hanno scelto una strada alternativa, evitando la videosorveglianza. «Alle 20.05 quando sono tornato a casa ho trovato la porta chiusa dall’interno - racconta don Angelo - ho pensato subito ai ladri. Sono andato sul retro della canonica e mi sembrava tutto a posto. Avevano cambiato “itinerario”, sono passati direttamente dalla chiesa...».
Sabato 10 gennaio il parroco, grazie all’aiuto di un conoscente, ha riparato la porta che era stata scardinata. «Avevano tirato giù anche il telaio, saranno state due o tre persone». I furti sono stati denunciati ai carabinieri ai quali don Angelo ha messo a disposizione anche le immagini dei ladri, ripresi mentre stanno “lavorando” nella canonica. Il religioso non ha difficoltà a rendere pubbliche quelle immagini. Potrebbero aiutare a chiudere le indagini. E chissà che qualcuno non riconosca i ladri.
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