Il presidio
La storia infinita di una strada fantasma
La posa della prima pietra c’è stata due volte, e in pompa magna, ma i lavori non sono mai decollati dopo undici anni
CASCINA. Un esposto in Procura a Pisa, che non si sa dove si sia arenato. Sopralluoghi della polizia municipale, denunce per abbandono di rifiuti non sono serviti a molto. Il prolungamento tra via Turati e via Viviani, nel villaggio Santa Maria a San Frediano a Settimo, evidentemente non s’ha da fare. Il cantiere è stato inaugurato almeno un paio di volte e sempre in pompa magna, con tanto di conferenze stampa, soprattutto se la posa della prima pietra era capitata proprio in clima di campagna elettorale. Un cattivo esempio di come si possa gestire il cantiere di un’opera pubblica.
Il problema è conosciuto e non è stato risolto, né dalla precedente amministrazione comunale né da quella attuale. Un anno e mezzo fa, dopo che su questa cronaca avevamo raccontato la storia infinita di via Turati, all’inizio della strada fantasma era apparso un cartello che era suonato come una provocazione. In sostanza, la nuova azienda, incaricata dal Comune di concludere i lavori iniziati e mai finiti, aveva fatto installare (oggi sembra ancora di più una gratuita perdita di tempo) un cartello con l'indicazione dei giorni che mancavano alla conclusione del cantiere stradale: il tempo assegnato ad un’impresa del Lungomonte Pisano, nell’autunno 2013, era di 180 giorni.
Verba volant: oggi possiamo dire che si è trattato dell’ennesima promessa. Il cantiere è di nuovo fermo, abbandonato. E la strada più volte promessa, prima dal sindaco Moreno Franceschini e ora dal suo successore Alessio Antonelli, resta solo una promessa.
Il conto dei giorni si è fermato ben presto, già quando ne mancavano 168 alla consegna dei lavori. Il sindaco Antonelli, da noi intervistato nel novembre 2013, era stato abbastanza chiaro. «L'accordo con la ditta prevede la fine dei lavori entro 180 giorni. La ditta è libera di gestire il tempo che ha a disposizione: noi, d'altra parte, teniamo il conto. Al termine dei 180 giorni la strada deve essere terminata e i lavori dovranno essere fatti a regola d'arte, rispettando esattamente tempi e modalità concordati», aveva detto il primo cittadino. Quanta amarezza.
I 180 giorni sono ampiamente trascorsi, i lavori sono fermi e dimenticati. Sono passati altri sei mesi e i cittadini del Villaggio Santa Maria hanno dovuto apprendere del nuovo stop forzato. Il terreno resta invaso dalle erbe, le ruspe sono sparite. Anzi, nell’area del cantiere ci sono cumuli di materiali portati da altri cantieri in maniera che secondo gli agenti della polizia municipale, che da mesi hanno controllato questi terreni, non è regolare. Tanto che l’azienda è stata sanzionata ed è stata inviata una nuova comunicazione di reato alla Procura della Repubblica.
La convenzione stipulata dalla cooperativa Arco di Arezzo e dalla Cotrep di Pontedera con il Comune di Cascina risale ormai a undici anni fa. Le due aziende hanno costruito appartamenti in quest’area di San Frediano a Settimo, li hanno venduti e consegnati. Avrebbero dovuto realizzare opere come strade e verde a scomputo degli oneri di urbanizzazione per aver ottenuto le licenze a costruire. Ma non lo hanno fatto. Il Comune ha lasciato andare le cose, nel silenzio. Fino a quando le opposizioni consiliari hanno cominciato a denunciare le anomalie di via Turati. Infine, pur di realizzare l’opera, il Comune si era impegnato anche a investire nuove risorse (i prezzi sono stati adeguati ai tempi). È andato male anche questa volta.
Chi e cosa è stato sbagliato fino a questo momento? Ci sono responsabilità? Si tratta pur sempre di soldi (circa 500mila euro) e beni pubblici che non sono arrivati al Comune e, di conseguenza, ai cittadini.
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