Il Tirreno

Pontedera

Sversamenti in Usciana, si avvicina l’udienza

Nilo Di Modica
Un'immagine della moria di pesci nell'Usciana
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Un'immagine della moria di pesci nell'Usciana

L’8 gennaio scade il termine utile per la presentazione delle parti civili. L’Unione Inquilini chiama in causa i Comuni: "Dite che cosa intendete fare?"

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SANTA CROCE. Mancano meno di due settimane alla prima udienza sui fatti del depuratore di Ponte a Cappiano, ma c'è già chi in attesa dell'8 gennaio fa la conta degli “assenti illustri” per la costituzione delle parti civili nel processo.

A fare l'appello con una lettera aperta alle istituzioni è l'Unione Inquilini, rappresentato dall'avvocato Luca Scarselli, chiamando in causa i tre comuni di Santa Croce Sull'Arno, Castelfranco e Santa Maria a Monte. «Apprendiamo dalla stampa della prossima udienza sugli sversamenti in Usciana e vorremmo segnalare varie questioni a cui richiediamo risposta - scrive Scarselli - Il vecchio sindaco santacrocese Osvaldo Ciaponi aveva preannunciato la costituzione del Comune quale parte civile, ma a oggi né Santa Croce né gli altri due comuni lambiti dal fiume Usciana lo hanno fatto, malgrado l'8 gennaio scada il termine utile per farlo». Fra le preoccupazioni del sindacalista, poi, ve ne sono alcune legate nello specifico al procedimento, che come ricordiamo vede Massimo Banti e Claudio Brotini, rispettivamente ex-presidente ed ex-direttore tecnico del Consorzio Conciatori, rinviati a giudizio, e il Comune di Fucecchio partecipe come parte civile.

A finire nel mirino di Scarselli anche Arpat, presa di mira anche allo scoppiare delle polemiche. «Non crediamo opportuno limitare gli accertamenti dell'incidenza sull’ambiente degli eventuali sversamenti a un ente come Arpat. Dagli atti dell’indagine sembra, infatti, che i campionamenti periodici che quell’ente faceva presso l’impianto siano stati aggirati con un cacciavite. – continua la lettera – Data quindi l’esistenza dell'Università e di molte altre agenzie specializzate, sarebbe stato più opportuno dare incarico a un soggetto terzo. Senza voler accusare nessuno, reputiamo che controlli che possano essere aggirati con un semplice cacciavite dovrebbero quanto meno indurre un sindaco a chiedere un accertamento approfondito». Il timore paventato dal sindacalista è quello di «creare una prova precostituita» per gli imputati «che potranno usare per discolparsi».

Vi è, infine, una richiesta diretta al sindaco di Fucecchio in merito alla volontà di richiedere una consulenza tecnica di ufficio, in pratica una perizia del tribunale per l'eventuale danno ambientale e approfondire lo stato attuale del fiume Usciana, che la stessa Arpat in una dell’aprile di quest’anno, definiva “compromesso nella qualità delle acque almeno a partire dal 2002”, a causa dell'eccessivo carico a monte del Padule di Fucecchio. Fra le novità che potrebbero emergere nell’udienza dell'8 gennaio, che probabilmente avrà come principale funzione lo smistamento degli atti in vista di un’udienza successiva, potrebbe esserci proprio la richiesta di riconoscimento del danno ambientale da parte dell'Avvocatura distrettuale dello Stato.

 

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