Il Tirreno

Pontedera

Polo, incertezza sul 48% delle quote della Provincia

Polo, incertezza sul 48% delle quote della Provincia

Nell’incontro dedicato agli auguri il direttore Alessandro Giari guarda però con ottimismo al futuro delle aziende insediate nella struttura di Navacchio

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Preoccupazione per il 48% delle quote detenute dalla Provincia che non si sa che fine faranno vista la situazione dell'ente. Ma anche fiducia per un 2015 finalmente positivo, visti i segnali di ripresa che stanno cominciando ad arrivare. È la strana atmosfera vissuta durante il brindisi per gli auguri di Natale e fine anno nell'auditorium del Polo tecnologico di Navacchio col direttore Alessandro Giari a tracciare i contorni di un 2014 in cui «nessuna azienda della struttura ha chiuso», considerando questo elemento come l'unica nota positiva dell'anno e l'assessore all'innovazione del Comune di Cascina a descrivere il «caos istituzionale in cui la nostra amministrazione è l'unico socio pubblico rimasto». Un contesto in cui il presidente del Polo, Andrea Di Benedetto, ha provato a guardare oltre, rivolgendosi ai rappresentanti di alcune delle aziende della struttura di Navacchio: «Perdere la Provincia come socio potrebbe essere un'opportunità. Dobbiamo fare un salto di discontinuità. Compriamo noi il 48%? Lo mettiamo sul mercato? Una decisione che dobbiamo prendere insieme». E la ricetta del presidente è riassunta in tre punti, concordati con Giari e Barsotti: «Dobbiamo riportare il Polo al centro del dibattito sull'innovazione, considerato che il resto d'Italia di questo settore ci vede ancora come un punto di riferimento. Per questo occorre stilare un calendario con appuntamenti che prevedano conferenze da noi di rappresentanti importanti di questo mondo. E poi dobbiamo creare un dialogo tra le nostre imprese e i grandi marchi della manifattura, perché solo così l'innovazione può ottenere quei risultati che nel nostro Pese faticano a maturare». E uno dei grossi guai di questo comparto è il mondo (italiano) che lo circonda. L'esempio viene fornito da Stefano Pampaloni, della Seacom, un'azienda del Polo che produce sistemi open source per posta elettronica con clienti nel mondo istituzionale, imprenditoriale e universitario e che chiuderà il 2014 con una crescita del 10%.

«Pochi giorni fa abbiamo ricevuto la risposta di un nostro possibile partner spagnolo a una proposta che gli avevamo inviato. Ci ha detto che l'idea è interessante, ma che è fortemente preoccupato per la legislazione italiana e per le lungaggini burocratiche del nostro sistema». Seacom è uno degli esempi virtuosi di quest'anno al Polo. Uno degli elementi che Giani definisce «incoraggianti e che fanno guardare al 2015 come la fine della crisi per le aziende dell'innovazione». Il 2014 chiuderà sulla falsa riga del 2013, in cui per la prima volta è stata registrata una frenata complessiva per le 53 aziende del Polo di Navacchio.

«Il 2015 dovrebbe andare meglio. E ce lo dicono realtà che stanno rivecendo investimenti statunitensi per alcuni loro progetti. Come la Wi tech, la cui piattaforma "cloud for wii" ha ricevuto dollari per lo sviluppo del progetto, ma anche un'altra azienda di Navacchio nel settore della robotica per apparecchoature nel campo medicale che sta chiudendo un accordo con un investitore americano da 100 milioni di euro».

Andreas Quirici

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani