Il Tirreno

Pontedera

Tagli in vista al Politeama il rosso è di 700mila euro

Inizia il confronto con i sindacati ma il Cda ha deciso che nel bilancio dovranno essere tagliati i costi per almeno 90mila euro. Lo spettro dei licenziamenti

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. La Città di Cascina deve ridurre i costi. Il teatro della città del mobile da mesi è alle prese con un piano per rimettere in ordine le spese. E il consiglio d’amministrazione ha deciso che il bilancio del prossimo anno deve essere sforbiciato di almeno 90mila euro. Tradotto concretamente significa che saranno tagliati alcuni posti di lavoro. Si parla del progetto di esternalizzare il servizio delle pulizie rinunciando a due posti. I sindacati temono tagli ancora più consistenti e protestano.

«Il consiglio di amministrazione della Fondazione Sipario Toscana ha, sin dal suo insediamento, impostato un'azione per il rientro dalle perdite accumulate a partire dal 2008», spiega il presidente del Cda, Michelangelo Betti. Perdite che si avvicinano ai 700mila euro, mentre la Provincia e il Comune di San Giuliano Terme hanno azzerato i loro impegni verso il teatro.

«Siamo intervenuti su molti aspetti della gestione e in questo anno abbiamo condiviso con gli enti proprietari, Comune di Cascina e Provincia di Pisa, un percorso per il reintegro delle perdite attraverso un finanziamento e una necessaria revisione della spesa. Siamo vicini a una chiusura del bilancio 2014 in pareggio, grazie a interventi straordinari; nel corso degli ultimi anni la Fondazione ha però costantemente registrato una media di sbilancio annuo superiore ai 100mila euro e senza un adeguamento dei livelli di spesa il finanziamento non servirà al rientro dalle perdite passate, ma solo a "mettere una toppa" temporanea passando il problema a chi amministrerà la Fondazione tra qualche anno», aggiunge Betti. Al Comune il teatro ha consegnato un piano con una rimodulazione dei costi del personale. Su questo verterà il confronto con organizzazioni sindacali e lavoratori, con un incontro fissato per venerdì 19. «La nostra volontà è quella di far sì che il teatro di Cascina divenga un ente culturale che produce spettacoli e fa attività con certezza di risorse e esercizi in pareggio, anche per rispetto a tutti i cittadini cascinesi che attraverso il Comune contribuiscono a circa un sesto del bilancio della Fondazione.Abbiamo inviato all'amministrazione comunale il piano generale di intervento e da quello partiremo nel confronto. Questo anticipo pubblico di discussione, a fronte di un incontro già previsto, sembra soprattutto prefigurare la volontà di un muro contro muro, di un "prendere o lasciare" che chiude al confronto e che sembra arrivare anche alla volontà di far saltare quel piano di intervento essenziale per la prosecuzione dell'attività della Fondazione», conclude Betti.

Ma i problemi sollevati dal sindacato sono reali, è arrivato il momento di una riflessione più ampia sul destino del teatro di Cascina e anche sull’opportunità di trovare nuove sinergie e risorse per superare la crisi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera