Italia
La geotermia potrebbe aiutare la zona di Navacchio
CASCINA. In un futuro non troppo lontano (si spera) la zona commerciale di Navacchio sfrutterà i vantaggi della geotermia, con minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera e un risparmio...
CASCINA. In un futuro non troppo lontano (si spera) la zona commerciale di Navacchio sfrutterà i vantaggi della geotermia, con minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera e un risparmio economico per le aziende. E all'inizio di questo sogno c'è il protocollo d'intesa ratificato ieri in comune a Cascina tra il sindaco, Alessio Antonelli, e il presidente del Consorzio sviluppo aree geotermiche (Cosvig), Piero Ceccarelli. Una firma su un foglio di carta dietro al quale c'è la scoperta di un "serbatoio" geotermico nel sottosuolo di Cisanello e che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale e del Cosvig, rappresenta un primo passo verso lo sfruttamento della cosiddetta "bassa entalpia". Al momento, secondo quanto spiegato da Loredana Torsello di Cosvig, dal vice sindaco Giorgio Catelani (protagonisti della conferenza stampa insieme a Ceccarelli e Antonelli), è abbastanza concreta la base di partenza del progetto. "Da mesi stanno proseguendo studi che parlano della presenza di energia geotermica con calore tra i 15 e i 20 gradi a una profondità di 150 metri nella piana di Pisa - ha spiegato Torsello - Ma sappiamo anche che esistono pozzi abbandonati in questa zona a 600 metri con un calore di 90, 100 gradi. Quello che dobbiamo fare adesso è proseguire gli studi, organizzare tavoli di lavoro tra università e aziende per capire con quali tecnologie poter sfruttare questo calore e che tipo di energie rinnovabili affiancare alla geotermia per rendere il tutto fruibile". La necessità di utilizzare anche altre energie alternative deriva dal fatto che la bassa entalpia è una pompa di calore geotermico che per climatizzare un edificio ha bisogno di altra energia, basandosi sul principio dello scambio di calore tra sottosuolo e superficie. Un sistema che consuma a sua volta energia, da qui la ricerca di rinnovabili ad hoc per una operazione di questo tipo. Le parole di Torsello sembrano disegnare un contesto agevole, ma alla base di tutto ci sono i finanziamenti da reperire. La stessa esponente di Cosvig ha fissato nel prossimo marzo il primo step e a giugno il secondo per dare corpo all'operazione. Nel primo caso, l'obiettivo è partecipare a un bando regionale, nel secondo a uno europeo. Ma i soldi pubblici non basteranno per condurre in porto il progetto. Anche perché in questa fase non c'è un'approfondita conoscenza della risorsa a disposizione. E per capire bene occorrerà scavare, con tutto quello che ne consegue in fatto di autorizzazioni e di denaro da spendere. "Avremo necessità d'intercettare investimenti privati - ha sottolineato Antonelli - ma credo possa essere molto appetibile per le aziende della zona. Infatti, già nei prossimi giorni incontrerò, insieme al vice sindaco, alcune realtà imprenditoriali interessate a questo progetto". Cascina sembra credere davvero di poter portare la geotermia a Navacchio. "Ne siamo convinti a tal punto che nella variante di monitoraggio al piano regolatore - ha spiegato Catelani - abbiamo previsto un parco energetico". D'altra parte, l'occasione è di quelle da sfruttare, anche solo per colmare il gap delle rinnovabili che l'Italia ha con gran parte dell'Europa. "La geotermia è nata qui - ha ricordato Ceccarelli - ma siamo bravi a sfruttare solo l'alta entalpia, l'energia prodotta tramite le centrali. Invece abbiamo risorse infinite con la bassa entalpia che dobbiamo cominciare a utilizzare".
Andreas Quirici
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