Il Tirreno

Pontedera

L'inchiesta

Pontedera, nei guai per stupro, il Gip nega i domiciliari

Sabrina Chiellini
Il Ghb è un anestetico capace di annullare la volontà della vittima
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Il Ghb è un anestetico capace di annullare la volontà della vittima

Neppure la perizia sui capelli della vittima e degli indagati è bastata per far cambiare idea al giudice: i due giovani rimangono in carcere

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PONTEDERA. Neppure l’esame dei capelli che ha aperto la strada per nuove letture della vicenda del presunto stupro in villa, avvenuto all’inizio di luglio a Santa Maria a Monte, è servita a fare cambiare idea al Gip del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta, che ha respinto di nuovo le richieste della difesa dei due indagati. Mattia Rizza e l’amico Edoardo Nieri, entrambi ventenni e incensurati, secondo il giudice, devono restare in carcere. La motivazione è la stessa che li ha condotti all’arresto e poi in cella: il pericolo della reiterazione del reato. I difensori avevano chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere o l’attenuazione della misura. Speravano, forti dell’esito della perizia sui capelli, chiesta dalla difesa per capire se quella sera era stato fatto uso di droghe, di riuscire a portare a casa i due ventenni di Pontedera. Non è stato così, anche se il pubblico ministero, dottor Aldo Mantovani, aveva dato parere positivo rispetto alla richiesta di un’attenuazione della misura cautelare.

Per le famiglie e gli amici dei due giovani, che da sempre hanno respinto le accuse, è stato l’ennesimo colpo di cui non sanno darsi una spiegazione. Secondo il perito incaricato dal pubblico ministero di esaminare i capelli della vittima e dei due indagati (l’altra giovane che li accusa si è rifiutata di sottoporsi al test) non c'è traccia del Ghb, la cosiddetta droga dello stupro nei capelli dei protagonisti della vicenda che in città sta facendo molto parlare e che divide l’opinione pubblica in due schieramenti contrapposti.

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I risultati del test - non c’è la prova che il Ghb sia stato assunto dai tre - dovevano servire almeno a dare una lettura da una prospettiva diversa alla vicenda. Da qui l’immediata richiesta di scarcerazione per i due ventenni detenuti prima al Don Bosco a Pisa e poi trasferiti nel carcere di Sollicciano. Anche se sull'attendibilità del test del capello c'è una grande diversità di vedute e lo stesso consulente nelle conclusioni lascia spazio a diverse valutazioni era opinione diffusa che la nuova perizia avrebbe segnato un punto a favore per i due indagati in attesa del processo. La difesa potrà impugnare l’ordinanza ma i tempi si allungano e difficilmente i due ventenni potranno tornare dalle loro famiglie prima della fine dell’anno.

Tutto comincia con una serata in villa tra quattro ventenni che si conoscono da tempo. I due amici invitano le ragazze nella villa del nonno di uno dei due, sulle colline di Santa Maria a Monte. Bevono e scherzano a bordo piscina. Poi i due ragazzi si appartano con una delle ventenni che ha un rapporto sessuale prima con uno dei due e successivamente con l’amico. Intanto l’amica, che ora li accusa di avere abusato della ragazza dopo averla drogata, cerca di fermarli. Ma viene respinta. Poi la presunta vittima, che aveva bevuto alcolici, cade. I giovani si spaventano. La rivestono e accompagnano le due a casa.

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Nelle ore successive, quando la giovane esce di casa e dà segnali di essere sempre più confusa, cominciano ad emergere aspetti diversi di quella che doveva essere una serata di divertimento. Aspetti che hanno portato la ventenne, supportata dalla testimonianza dell’amica, a presentare una denuncia per violenza sessuale aggravata dal fatto che sarebbero state usate sostanze stupefacenti. A questa conclusione arrivano gli inquirenti quando, a distanza di settimane e dopo il sequestro delle bottiglie vuote lasciate nella villa, in queste ultime vengono trovate tracce di Ghb la droga dello stupro, un anestetico, capace di annullare la volontà della vittima e renderla apparentemente consenziente ai rapporti sessuali. È un sabato d’agosto, il 9, quando la polizia arriva a casa dei due ventenni per arrestarli.

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