Il presidio
Prima il contenzioso adesso le bonifiche Un’area succhia-soldi
Ex Mansider, commissionato uno studio da 38mila euro. Terreni inquinati: un parcheggio al posto delle abitazioni
PONTEDERA. L’area dell’ex Mansider, acquistata dal Comune senza le necessarie verifiche sull’inquinamento, difficilmente potrà essere bonificata, visti gli alti costi che un intervento del genere richiederebbe. Però il Comune, alcune settimane fa, ha messo di nuovo mano al portafoglio per commissionare uno studio sullo stato di “ salute” del luogo, spendendo altri 38mila euro. Soldi che si aggiungono a quelli del contenzioso legale e del parziale utilizzo dell’area. Il terreno però sarà messo in sicurezza e vi sarà realizzato un parcheggio, anche se inizialmente l’area aveva avuto una vocazione edilizia.
Ma anche per realizzare il parcheggio il Comune deve fare ulteriori indagini finalizzate allo studio della parte superficiale interessata e soprattutto c’è da studiare l'aspetto geomorfologico dell'area. Un passo che serve a creare un confine verticale che impedisca la diffusione orizzontale dei materiali inquinanti. La prima tranche di questo studio è costata appunto 38mila euro. La Lista civica Indipendente, dopo avere sollevato il problema in consiglio comunale nei mesi scorsi, ha percorso la strada dell’ accesso agli atti e l’ha trovata sbarrata. «La risposta che ho avuto – spiega il consigliere – è che le procedure sono in corso e non è possibile conoscere quanto ancora ci sarà da fare e, di conseguenza, da spendere». Dopo le analisi sarà poi necessario bonificare il terreno di superficie per renderlo compatibile con le finalità a parcheggio. «Dopo questa ulteriore spesa sarà necessario trovare le risorse finanziarie per realizzare il parcheggio stesso. Alla fine procedura costerà, è un calcolo provvisorio, dai 150mila ai 200mila euro. Costi che al momento sono a carico del Comune di Pontedera in attesa che si arrivi a giudizio sulla causa intentata dal Comune al precedente proprietario». Alla fine i nodi da sciogliere sono diversi: «Il Comune ha acquistato questo terreno senza avere atteso la trasmissione dell'esito della verifica da parte di Arpat. Avevo chiesto di indagare se vi fossero anche responsabilità per parte dell'A.C. che procedette all'acquisizione, ma la richiesta è caduta nel vuoto». Ci sono state responsabilità? Alla fine i costi aggiuntivi sono a carico della collettività. Il Comune di Pontedera, dopo l'acquisto e dopo aver saputo dell'inquinamento, ha assegnato il lotto in diritto di superficie (5 ottobre 2005), e successivamente lo ha venduto (11 gennaio 2006), ad una società di costruzioni. Questa a sua volta, verificare il problema, ha chiesto indietro i soldi al Comune portandolo in giudizio. Causa che è ancora in dibattimento. «Mi chiedo se un simile modo di procedere da parte del Comune potrebbe configurare un reato, ma se la società acquirente non ha proceduto in sede penale ma solo in sede civile, come a me risulta, il rischio resta solo virtuale». C’è poi un altro aspetto. A causa dell'inquinamento del terreno, in quell'area si è potuto costruire solo 47 alloggi Erp, di edilizia popolare, al posto dei programmati 150 alloggi. «Una grave perdita. Più case a prezzi bassi di questi tempi sarebbero stati veramente utili, visto l’aumento esponenziale dei richiedenti a causa della crisi», conclude Puccinelli.
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