Il presidio
Monsignor Tardelli a Pistoia incontra i malati e i carcerati
Primo giorno nella nuova realtà per l’ex vescovo di San Miniato In ospedale: «Voglio offrire la mia vicinanza a chi soffre»
PISTOIA. Ieri è stato il giorno dell’insediamento di monsignor Fausto Tardelli - per dieci anni alla guida della diocesi di San Miniato - a vescovo di Pistoia. Un numeroso gruppo di fedeli con l'amministratore Paolo Palazzi e una rappresentanza dei Consultori gli ha dato il benvenuto nella chiesa di Matromarco dove monsignor Tardelli ha fatto la sua prima tappa. Ad attenderlo anche le autorità civili di Lamporecchio con in testa il gonfalone del Comune. Strette di mano, saluti e doni per il nuovo vescovo che dopo aver pregato nella chiesa è partito alla volta dell'ospedale San Jacopo di Pistoia.
Qui il nuovo vescovo è arrivato con un quarto d'ora di anticipo rispetto al programma. Dopo l'incontro coi vertici del’Asl e gli amministratori pistoiesi, monsignor Tardelli ha visitato numerosi reparti. «Questo è un luogo di speranza - ha detto il vescovo - ho voluto iniziare il mio percorso da qui, dai malati, per offrire la mia vicinanza ai sofferenti e ai loro familiari e affidare al Signore le competenze di coloro che prestano servizio ogni giorno». Durante l'itinerario, monsignor Tardelli ha stretto decine di mani, scambiato saluti con numerosi pazienti e dipendenti dell'ospedale, molti dei quali evidentemente sorpresi di trovarsi di fronte un vescovo nella loro cameretta. A ostetricia ha accarezzato i neonati con le loro mamme, soffermandosi in particolare con una mamma al suo quarto figlio. In pediatria ha incontrato una donna nigeriana e il suo bambino ricoverato.
A geriatria si è invece trattenuto a parlare qualche istante con un pistoiese di 101 anni e con la figlia, che avevano espressamente chiesto di incontrarlo. Lo stesso ha fatto con altri due ricoverati che lo volevano incontrare. Dopo la visita ai detenuti nel carcere di Santa Caterina dove l'ingresso, per ovvi motivi, è stato riservato al solo vescovo e a pochi altri accompagnatori, monsignor Tardelli si è spostato nella mensa dei poveri Don Siro Butelli dove ha parlato a lungo con i volontari che la gestiscono. Quindi la visita ai diversamente abili assistiti dalla Fondazione Maria Assunta in Cielo dove ha salutato e abbracciato le persone che vivono nella sofferenza.
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