Intossicati all’oratorio in quindici all’ospedale
Per quattro dei giovani, la maggior parte minorenni, è stata necessaria la camera iperbarica. La colpa è della vecchia caldaia dell’impianto
CALCINAIA. Quindici ragazzi, coinvolti in un’intossicazione da monossido di carbonio, hanno trascorso la festa dell’Immacolata all’ospedale. E per quattro di loro è stata addirittura necessaria la camera iperbarica. Uno invece è stato subito dimesso. I giovani, che frequentano la parrocchia di Fornacette, tra loro anche i ragazzi della cresima, avevano deciso di trascorrere la domenica sera all’oratorio, come altre volte. Canti, riflessioni, un modo per stare insieme. In quindici si erano dati appuntamento nella grande stanza adiacente alla chiesa di San’Andrea Apostolo, usata per le attività parrocchiali. Un locale dai soffitti piuttosto alti, utilizzato anche come palestra. Insomma, spazi ampi dove il freddo, ora che le temperature sono scese ai livelli di stagione, si fa sentire durante la notte. Due giovani, dopo l’incontro e la festa a cui nelle fasi iniziali è intervenuto anche il parroco, don Aldo Vietina, durante la notte sono tornati a casa. Gli altri tredici, quelli che per primi sono stati male, hanno deciso di dormire nell’oratorio usando i sacchi a pelo che si erano portati da casa. Ma il freddo della notte era così pungente che uno dei partecipanti alla festa ha suggerito di accendere l’impianto di riscaldamento, anche se il parroco, prima di salutarli, aveva detto loro di non accendere la caldaia. Era spenta da tempo, meglio non utilizzarla.
All’alba sono iniziati i primi malori. I classici malesseri da intossicazione da monossido di carbonio, dovuti - come si è scoperto in seguito - ad un problema di funzionamento dell’impianto ad aria calda alimentato da una caldaia. Inizialmente, i ragazzi, tra loro solo cinque maggiorenni e gli altri tutti di età tra i 15 e i 17 anni, hanno pensato di avere mangiato qualcosa che li aveva intossicati. Una ragazza ha chiamato i genitori e si è fatta accompagnare a casa. Da qui è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale “Lotti” di Pontedera, dove i medici le hanno riscontrato una sospetta intossicazione da monossido di carbonio, tale da richiedere un trattamento nella camera iperbarica. E per questo nelle prime ore del giorno dell’Immacolata è stata trasferita con un’ambulanza del 118 all’ospedale pisano. Successivamente anche altri ragazzi hanno cominciato a star male, mal di testa e nausea, senso di stanchezza. Tutti più o meno con gli stessi sintomi.
Intanto dall’ospedale, appena i medici hanno avuto i primi risultati delle analisi del sangue, è partita una richiesta di intervento al 115, cioè ai vigili del fuoco del distaccamento di Cascina. E quando i pompieri sono arrivati sul posto hanno trovato gli ultimi ragazzi rimasti all’oratorio e tutti sono stati accompagnati con mezzi propri dai genitori al pronto soccorso di Pontedera. Tranne quei due, uno dei quali nel frattempo era andato a fare un giro a Firenze, che non avevano dormito all’oratorio e che sono stati informati dei problemi riscontrati all’impianto di riscaldamento. Per loro immediato è stato l’invito, sollecitato anche dai carabinieri, a tornare al pronto soccorso per farsi controllare. Tutti del resto sono stati nell’oratorio e quindi sono stati esposti agli stessi rischi.
Tanta paura per i genitori, che con il passare delle ore, si sono resi conto del pericolo corso dai loro figli. Al pronto soccorso del “Lotti” o all’ospedale di Cisanello, dove sono stati trasferiti i casi più gravi, genitori e ragazzi sono stati pronti a raccontare la disavventura anche se un po’ storditi dalla festa in parrocchia che ha avuto un epilogo davvero poco scontato.
I vigili del fuoco dopo un lungo sopralluogo hanno chiuso l’impianto di riscaldamento invitando la parrocchia a fare i necessari controlli, prima di utilizzarlo di nuovo.
Della vicenda si sono occupati anche i carabinieri della compagnia di Pontedera intervenuti sia all’oratorio, con i militari di Calcinaia, che al pronto soccorso, sia del “Lotti” che di Cisanello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
