Il Tirreno

Pontedera

«Io chiamato in causa darò la mia versione al consiglio comunale»

di Rino Bucci
«Io chiamato in causa darò la mia versione al consiglio comunale»

Sul caso del progetto per la sr 68 interviene l’ex dirigente Luigi Bianchi: «Irrispettoso il trattamento a me riservato»

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VOLTERRA. L’hanno tirato per la giacchetta, insomma, hanno parlato di lui in consiglio comunale e ora si sente in diritto di replicare. La discussione è avvenuta nella seduta della scorsa settimana quando è stato affrontato il riconoscimento del debito fuori bilancio per quei 300mila euro che, tra Fondazione e Spa della Cassa di Risparmio di Volterra, sono stati affidati (era il 2011) al Comune di Volterra per la realizzazione del progetto di riqualificazione della strada regionale 68 nel tratto che da Saline di Volterra corre fino al senese.

Quei soldi, promessi nel 2011 ma arrivati solo in questo anno, non sono stati inseriti a bilancio. Inoltre, l’affidamento del progetto è stato passato da palazzo dei Priori alla partecipata Asv che poi con risorse interne lo ha effettivamente predisposto grazie alle sue risorse interne. Che nello specifico sono le competenze dell’amministratore unico Augusto Mugellini che è un ingegnere.

Qualche settimana fa da Asv è arrivata la fattura che ha poi costretto al riconoscimento del debito fuori bilancio. Nella discussione in consiglio comunale è stato chiesto alla maggioranza perché dal 2011 non sono stati prodotti documenti dai dirigenti pubblici che attestassero le intenzioni dell’amministrazione.

La risposta è arrivata dall’assessore alla viabilità Paolo Moschi che ha spiegato che le mancanze, se ci furono, sono da imputare ai dirigenti di allora, facendo il nome dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico l’ingener Luigi Bianchi oggi in pensione.

«Dopo la sparata in consiglio comunale - dice l’ex funzionario - ho chiesto un incontro al sindaco. Per questa volta non partono le querele, però, ho chiesto di poter essere ascoltato sulla questione in consiglio comunale per spiegare alla cittadinanza cosa sia davvero successo».

«Sono stato tirato in ballo e ritengo di avere il diritto di rispondere davanti alle persone. Del resto, erano loro i miei datori di lavoro e non i politici. Sono in pensione dal 2 dicembre del 2011 e ho dato tanto all’amministrazione. Non merito davvero un trattamento del genere», continua l’ex dipendente.

Poi, spiega che i dettagli li vorrebbe riferire nel prossimo consiglio comunale, «per una forma di rispetto».

Ma alla fine precisa che: «se certi documenti non sono stati redatti significa che, da tecnico, non era affatto convinto di apporvi la mia firma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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