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Pontedera, presto fuori dalla galera gli accusati di stupro
Presentata la seconda istanza di scarcerazione per Edoardo Nieri e Mattia Rizza. Ecco la verità sulla perizia dei capelli della presunta vittima: «Non è dirimente»
PONTEDERA. Per Mattia Rizza e Edoardo Nieri, i due ventenni pontederesi in carcere dall'agosto scorso con l'infamante accusa di violenza sessuale nei confronti di una loro amica, che la sera del 2 luglio sarebbe stata abusata dopo una somministrazione a sua insaputa in alcune bottigliette di Schwepps di Ghb, la cosiddetta "droga dello stupro", si potrebbero presto schiudere i cancelli della galera di Sollicciano. È molto probabile che per loro la carcerazione preventiva sia agli sgoccioli e che possano trascorrere il prossimo Natale in famiglia, dopo gli arresti domiciliari che il giudice potrebbe concedergli a metà della prossima settimana.
Le mosse della difesa. Il 3 dicembre mattina, infatti, gli avvocati dei ragazzi, Anna Francini per Edoardo Nieri e Salvatore Salidu per Mattia Rizza, hanno presentato una seconda istanza di scarcerazione, dopo quella rigettata nei mesi scorsi dal Tribunale del Riesame. La richiesta dei legali si basa anche sugli esiti di una perizia tossicologica, disposta recentemente dalla Procura a ben quattro mesi dall'evento incriminato, sui capelli dei protagonisti della brutta storia: la ragazza presunta vittima, anch'ella di 20 anni e anch'ella residente nel comune di Pontedera, e i due giovani sott'accusa. Nonostante gli esiti degli esami non abbiano rilevato la persistenza, dal 2 luglio scorso, di tracce di Ghb, la perizia è stata bollata come "non dirimente". Cioè, non risolve nulla, non contribuisce a far luce definitivamente sulla vicenda, non dissipa alcun dubbio.
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Gli esiti della perizia sui capelli. Con questa perizia si può solo dire che quella sera la ragazza non ingerì una quantità abnorme di Ghb, "la droga dello stupro". Ma ciò non vuol dire che la sostanza non sia stata assunta. Per certi soggetti, con fisici minuti, come nel caso della ragazza in questione, la perdita di conoscenza può essere determinata anche da una quantità ridotta, soprattutto nel caso la persona interessata non ne faccia uso abitualmente. «In questi ultimi giorni – afferma l'avvocato Luca Poldaretti, il legale che assiste la ragazza di cui avrebbero abusato Rizza e Nieri – della perizia è stata riferita solo una mezza verità, di comodo. Il perito che ha firmato gli atti dice chiaramente che attraverso questo tipo di accertamento non è possibile rilevare assunzioni di Ghb inferiori a 20-25 milligrammi per ogni chilogrammo di peso corporeo. Quindi, a fronte del peso della ragazza di 52 chilogrammi, si fa presente l'impossibilità di rilevare dosi di Ghb inferiori a 1,3 grammi, per giunta se associate all'alcol. Inoltre, c'è da considerare che la giovane ha i capelli biondi e il capello biondo ha un parametro basale di Ghb (tutti, nel proprio corpo, hanno le sostanze del Ghb, ndr) decisamente inferiore al capello scuro o castano. Infine, l'assunzione di un quantitativo di Ghb che non raggiunge i 2 grammi può determinare ugualmente uno stato di euforia il cui controllo è soggettivo. Non lo dico io, lo dicono i dati, richiamati anche nella perizia, della casistica della medicina generale». Ecco perché, quindi, la perizia non può essere definita dirimente per accertare cosa avvenne quella sera e perché la ventenne si sentì così tanto male fino ad avvicinarsi al coma.
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Parla l’avvocato. L'unica certezza che emerge dagli esiti degli esami sui capelli è una: il 2 luglio nessuno dei tre assunse dosi di Ghb superiori a due grammi. È questa la sola arma in mano agli avvocati difensori per chiedere e, forse, ottenere gli arresti domiciliari per i due ragazzi. In sede processuale, però, il panorama sarà ben diverso e sulle perizie è prevedibile un aspro scontro tra i legali.
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«Fino ad oggi – riprende l'avvocato Poldaretti – sono rimasto estraneo a qualsiasi tipo di affermazione pubblica. Alla luce, però, dell'esposizione mediatica decisa da parte della difesa e delle conclusioni molto affrettate che si leggono quotidianamente sui social network, e che peraltro mettono a dura prova la tenuta psicologica della mia assistita e dell'amica unica testimone oculare, sono costretto a precisare i contenuti dei risultati della perizia. Ho letto addirittura l'insinuazione secondo cui il Ghb nelle bottigliette di Schwepps potrebbe essere stato messo da persone diverse rispetto a Rizza e Nieri, quasi a voler far pensare alla strategia della vittima di incastrare i due ragazzi. Dal momento che la ragazza ha sporto querela solamente due giorni dopo l'evento, mi domando: per quale motivo, in questo caso, avrebbe dovuto attendere così tanto tempo per denunciare l'accaduto rischiando di mettere a repentaglio il sequestro, poi avvenuto nella spazzatura, delle due bottigliette di Schwepps? Perché avrebbe aspettato, se avesse voluto davvero incastrare gli amici, col rischio che l'immondizia a casa dei nonni di Rizza venisse poi gettata via?».
Il malore di quella sera. E poi ci sono gli aspetti sintomatici, che la ragazza ha messo in evidenza dopo l'accaduto, sia quando si trovava sempre a bordo piscina dai Rizza sia al pronto soccorso. «Il vomito e la perdita di conoscenza – afferma il legale – sono assolutamente compatibili con l'assunzione di Ghb misto ad alcol, proprio come successe quella sera. Ma il 2 luglio i quattro amici non bevvero molto. La stessa ragazza ha sempre dichiarato di aver bevuto molto di più in altre occasioni e di non essere mai stata talmente male da perdere i sensi e da non ricordare alcunché».
La carcerazione preventiva. A prescindere da cosa avvenne precisamente quella maledetta sera d'estate, in città ci si chiede per quale motivo debbano essere allungati di così tanto i termini della carcerazione preventiva per due ventenni incensurati e di buona famiglia. «Il reato di cui sono accusati – fa presente l'avvocato Poldaretti – è sicuramente molto grave. Lesiona l'identità e la sfera sessuale di una persona. Inoltre, le stesse modalità di consumazione del reato evidenziano un indice di mentalità contorta e spregiudicata, finalizzata per giunta ad un motivo estremamente futile come il piacere sessuale».
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