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patrimonio e cultura

Palazzo ex Telecom, la Fondazione Pisa tratta l'acquisto

di Francesco Loi
Il palazzo della Sepi in piazza Facchini
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Il palazzo della Sepi in piazza Facchini

Il Comune vende l'edificio di piazza Facchini, sede della Sepi (valore intorno ai 5 milioni di euro). L’idea è di estendere gli spazi espositivi del confinante Palazzo Blu

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PISA. Il palazzo ex Telecom, ora sede della Sepi (Società entrate), potrebbe essere acquistato dalla Fondazione Pisa. Il Comune, proprietario dell’edificio di piazza Facchini, lo ha messo in vendita. E la Fondazione ha già manifestato all’amministrazione comunale il suo interesse. «Per ora è un’idea, che dobbiamo iniziare a valutare in tutti i suoi aspetti», conferma il presidente della Fondazione Pisa, Claudio Pugelli, pur senza sbilanciarsi. Comunque Fondazione e Comune hanno deciso insieme di far stimare il palazzo all’Agenzia del Territorio. Secondo una sommaria valutazione dovrebbe valere tra i 4,5 ed i 5,5 milioni di euro.

La decisione ufficiale di vendere l’immobile da parte del Comune è abbastanza recente, essendo stata dichiarata dal sindaco un paio di mesi fa. Per la Sepi in effetti la nuova destinazione è pronta da tempo. Gli uffici saranno trasferiti alla Sesta Porta, in via Battisti, dal 17 dicembre e saranno operativi dall’inizio del nuovo anno. Nell’immobile di piazza Facchini, gli sportelli della Sepi occupano circa il 40% dello spazio. Nel resto trovano collocazione vari uffici comunali, come la segreteria generale, il patrimonio e la ragioneria.

«Questa decisione - ha spiegato l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli - arriva dopo una puntuale ricognizione degli spazi comunali e dei metri quadri per dipendente, secondo quanto previsto dalle norme. Il piano complessivo di razionalizzazione degli spazi, partendo dallo svuotamento del palazzo ex Telecom, porterà ad una redistribuzione del personale tra Palazzo Gambacorti, palazzo Mosca e palazzo Cevoli, e consentirà all’amministrazione un risparmio di 200mila euro l’anno di utenze. Una cifra che sale fino a circa 500mila euro se si comprendono anche le locazioni passive degli uffici giudiziari».

Ora Comune e Fondazione Pisa dovranno soprattutto trovare un accordo economico. E la Fondazione sta verificando l’effettiva possibilità di utilizzo dell’edificio. Che, come prevede il suo statuto, deve avere il carattere di bene strumentale. Ovvero deve essere funzionale alle attività dell’ente. In questo caso spicca la vicinanza assoluta con Palazzo Blu, motivo per il quale è emersa l’idea di acquisto.

Pugelli conferma l’intenzione di «verificare la possibilità di integrazione tra i due immobili, con il palazzo ex Telecom che sarebbe complementare rispetto a Palazzo Blu, contribuendo ad ampliare anche gli spazi espositivi». La crescita di Palazzo Blu è nei numeri e anche la mostra su Modigliani, in corso, conferma il successo.

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