Restano in carcere i giovani accusati di stupro
Il tribunale del riesame ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari I due sono in cella da quasi 2 mesi: avrebbero drogato un’amica per abusarne
PONTEDERA. Restano ancora in carcere i due ventenni di Pontedera accusati di avere avuto rapporti sessuali con un’amica dopo averla indotta, a sua insaputa, a consumare la cosìddetta droga dello stupro, Ghb, che oltre ad annientare i freni inibitori, può avere effetti sedativi e causare amnesie.
Il Tribunale del Riesame di Firenze, stando alle informazioni della Procura della Repubblica di Pisa, ha infatti respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dagli avvocati Salvatore Salidu e Anna Francini, difensori rispettivamente di Mattia Rizza e Edoardo Nieri. Dopo due mesi di carcere i due non hanno cambiato la loro versione: negano ogni responsabilità, sostengono di non avere usato alcun tipo di droga. La misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip del tribunale di Pisa è stata dunque confermata ma i difensori dei due indagati non hanno ancora ricevuto, nonostante siano trascorse alcune settimane, la notifica del provvedimento contro cui con molta probabilità faranno ricorso per Cassazione ritenendo che in questa fase siano venute meno le esigenze della custodia in carcere.
In queste settimane la difesa sta cercando letture diverse della serata in cui i due amici hanno deciso di invitare a fare un bagno in piscina, nella villa del nonno di uno dei due, le amiche con le quali erano stati anche a cena insieme.
Quella notte, di inizio luglio, i due indagati andarono a Santa Maria a Monte. Qui vennero accolti dal nonno di uno dei due che offrì ai quattro ragazzi anche una bottiglia di vino, in segno di ospitalità. Niente, insomma, poteva fare immaginare che la serata avesse una conclusione giudiziaria e che i due ragazzi finissero in carcere accusati di reati gravi come sono quelli a loro contestati: stupro di gruppo aggravato dall’uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di sostanze stupefacenti, la droga dello stupro. Ad accusare i due giovani c’è il racconto dell’amica della ventenne, presunta vittima della violenza sessuale, assistita dall’avvocato Luca Poldaretti, e che non ricorda ancora niente di quello che è avvenuto con i due ragazzi. Durante la serata, infatti, la giovane avrebbe avuto un rapporto prima con uno dei due ventenni e successivamente con l’amico che si sarebbe avvicinato alle docce della piscina in un secondo momento. L’amica, intanto, stando a quello che emerge dalla denuncia, avrebbe tentato di fermare l’amica senza però riuscirvi. Il giorno successivo dai racconti di quella notte emerse un pesante interrogativo. La vittima era stata drogata? Era consapevole di quello che le stava succedendo?
Secondo la Procura di Pisa e i risultati delle indagini della polizia di Pontedera le ventenne era stata drogata. Il quadro accusatorio messo insieme in queste settimane non sembra lasciare spazio ad altre ricostruzioni se non a quella del Ghb che ha condizionato non solo quella notte ma anche la vita dei quattro ragazzi.
La difesa dei ragazzi, considerando che oggi non sono possibili altri riscontri, analitici ha chiesto alla Procura di compiere accertamenti in grado di dare risposte su chi quella sera ha assunto la cosiddetta droga dello stupro che potrebbe essere stata contenuta nel vino anche se le tracce sono state trovate nelle bottigliette di schweppes, sequestrate nella villa dalla polizia quattro giorni dopo il fatto. Il pubblico ministero Aldo Mantovani farà effettuare nella forma dell’accertamento irripetibile una perizia, un’analisi tossicologica, sui capelli di tutti e quattro i ventenni. Un passaggio necessario per capire chi quella sera ha assunto il Ghb.
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