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Pierangelo, Bruno, Aral e Domenico in permesso premio incontrano il Papa

Pierangelo, Bruno, Aral e Domenico in permesso premio incontrano il Papa

Una delegazione dal carcere di Volterra dal pontefice al venticinque anni dalla visita di Giovanni Paolo II alla Fortezza

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VOLTERRA. In permesso premio per incontrare papa Francesco. L'esperienza vissuta da Pierangelo, Bruno, Aral e Domenico, quattro detenuti della casa di reclusione di Volterra presenti in piazza San Pietro. Insieme a una delegazione di quindici persone del carcere - guidata dal cappellano don Paolo Ferrini, dalla direttrice Maria Grazia Giampiccolo e dal commissario Giuseppe Simone, comandante della polizia penitenziaria - hanno partecipato all'udienza generale per ricordare il venticinquesimo anniversario dalla visita di Giovanni Paolo II.

In occasione della festa di san Lino, patrono della diocesi, il pontefice polacco si reco' infatti a Volterra il 23 settembre 1989 e nella circostanza incontrò i detenuti nella casa di reclusione. Nel ricordare quell'avvenimento don Paolo spiega che «negli ultimi decenni, si e' riusciti a creare un ambiente dove il rispetto per la dignità umana e le relazioni interpersonali sono al centro della vita quotidiana. Un traguardo favorito anche dal numero non eccessivo di detenuti».

Eppure non mancano i problemi. Tra questi, la difficoltà per quanti godono dei permessi di uscita di trovare un lavoro all'esterno del carcere. Di tutto ciò il cappellano ha parlato con papa Francesco, al quale poi i quattro detenuti hanno offerto in dono un tappeto copritavolo prodotto nella sartoria interna della casa di reclusione, un calice in alabastro e una statuetta in bronzo che ricorda l'ombra della sera, il simbolo di Volterra.

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