Il Tirreno

Pontedera

«I nostri ragazzi lasciati a piedi dopo la scuola»

di Sabrina Chiellini

Protestano i genitori degli studenti di Cascina che frequentano istituti a Pisa «Non viene garantito il servizio senza preavviso». Molti i disagi per le famiglie

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. L’anno scolastico è iniziato all’insegna della disorganizzazione e dei disservizi per il trasporto pubblico e in particolare per i bus della Ctt. Dopo i problemi segnalati a Pontedera e a Vicopisano anche alcuni genitori di Cascina rendono pubblici i disagi che ogni giorno, pur avendo pagato l’abbonamento al bus, devono sopportare. Più volte, infatti, dal 15 settembre gli studenti della provincia che frequentano le scuole nel polo Concetto Marchesi, alla fine di una mattina di lezioni sono rimasti a piedi. Sono così costretti a restare per ore lungo la strada oppure a telefonare a casa ai genitori perché vadano a prenderli con le loro macchine.

«Non possiamo andare avanti in questo modo – dice un genitore, Luca Ribechini – per quattro giorni di seguito i nostri figli, all’uscita della scuola, dopo le 13, non hanno trovato l’autobus. Senza alcun preavviso, senza nessun tipo di spiegazione. Li lasciano per la strada e senza farsi troppi scrupoli. Ho telefonato al numero verde per protestare e chiedere spiegazioni. Ma nessuno mi ha aiutato a capire come il problema sarà risolto». Ovviamente di scuse neanche a parlarne. Il consiglio che viene dato alle famiglie è quello di arrangiarsi con mezzi propri.

«Lasciano i ragazzi a piedi improvvisamente e senza preavviso perché hanno 17 autobus guasti e non hanno i fondi stamani ho parlato con il responsabile», racconta un altro genitore, Paolo Pietrini, anche lui di Cascina.

Insomma, una situazione che merita l’intervento del Comune in modo che l’azienda metta fine ai disservizi.

«Noi abbiamo pagato 116 eurodi abbonamento e su 8 giorni di scuola 4 siamo rimasti senza servizio».

Altri genitori raccontano la stessa odissea. Per tutti loro una costante: telefonano all’azienda del trasporto pubblico e si sentono rispondere che l’azienda non ha soldi, che siamo in tempo di crisi, che non ci sono soluzioni. Gli studenti, la maggior parte sono minorenni, vengono lasciati a piedi e potenzialmente esposti a una situazione di rischio. Nel frattempo i genitori sono al lavoro, credono che i figli stiano tornando a casa e invece vengono a scoprire che sono a caccia di un passaggio per poter arrivare a destinazione in tempi ragionevoli.

Succede anche che quando gli autobus ci sono e si mettono in moto regolarmente sono super affollati. C’è chi, come è successo negli ultimi giorni ad alcuni studenti del Comune di Vicopisano, non riesce a prendere il bus perché non c’è posto a bordo. Una fotografia della situazione che non è certo un segnale di civiltà. Ai cittadini, dopo avere protestato singolarmente, non resta che denunciare i fatti e chiedere l’intervento dell’amministrazione comunale. Il trasporto scolastico rientra nei servizi che consentono di garantire il diritto allo studio. Lasciare i ragazzi e le famiglie in difficoltà impedisce agli studenti di frequentare regolarmente le lezioni. L’azienda del trasporto pubblico per ora non pare intenzionata a dare le risposte necessarie per cancellare i disservizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web