In fuga dai militari per “difendere” cocaina e 6.500 euro
Per questo quattro giovani non si sono fermati all’alt dei carabinieri: due sono stati arrestati, uno solo in carcere
PONTEDERA. Nella borsa lanciata nell’Era, per evitare che finisse nelle mani dei carabinieri, c’era un “tesoretto”: oltre 270 grammi di cocaina, divisa in più involucri, 6.500 euro in contanti e materiale usato per confezionare le dosi. Per questo il giovane migrante, poi arrestato sotto gli occhi di molti cittadini, si è dato alla fuga, tentando - senza riuscirci - di sparire tra la vegetazione dell’Era.
Tutto è cominciato quando la macchina, su cui viaggiavano quattro amici è stata fermata per un controllo vicino alla Tosco Romagnola. Il conducente, di origini marocchine, ha superato l’alt ma poi si è fermato, dando pure i documenti ai carabinieri. In quel momento però l’amico, quello che ha gettato la borsa nel fiume e che poi è stato “pescato” pure lui nell’Era, si è dato alla fuga nelle strade vicine al villaggio scolastico.
Gli altri tre, conducente e due romeni che hanno dichiarato di avere chiesto un passaggio ai marocchini e di non essere a conoscenza dei loro traffici, invece sono stati bloccati senza grosse difficoltà lungo la Tosco Romagnola, all’altezza della passerella che porta verso il villaggio scolastico. Ma non tutti e quattro sono finiti nei guai. Alla fine sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio Ez Zayani Charaf Ed Dine, 28 anni, senza fissa dimora anche se risulta domiciliato a Torino, e Mustapha Laghlha, 23 anni, residente a Santa Maria a Monte. Entrambi sarebbero stati segnalati nella zona della pineta di Montefalcone nel comune di Castelfranco di Sotto, punto di riferimento per spacciatori e clienti che arrivano da più province. Ieri mattina, in tribunale a Pisa, l’arresto dei due è stato convalidato. Per il primo, quello che non ha esitato a lanciarsi nell’Era e che aveva la borsa con la droga e i soldi, dopo la convalida si sono aperte le porte del carcere Don Bosco. Il suo avvocato ha chiesto per lui il rito abbreviato condizionato all’ammissione della perizia sulla droga che è stata sequestrata dai carabinieri. L’altro, invece, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Processo è stato rinviato all’inizio di ottobre.
Immediato il commento del sindaco, Simone Millozzi. «Ottima azione dei carabinieri: quattro persone, non residenti in città, non si fermano all'alt per un normale controllo sulla Tosco Romagnola. Inseguiti e bloccati. Grazie all'Arma dei carabinieri, e alle altre forze dell'ordine, per il costante controllo e presidio del territorio, nonostante la esiguità delle risorse, umane e finanziarie, a disposizione. Grazie a nome di tutta la città».
Infine una nota sul senso civico di chi ha seguito le fasi dell’arresto. Di un cittadino in particolare, il pescatore, David Barontini, che l’altra sera, per aiutare carabinieri e vigili del fuoco, non ha esistato ad andare a casa sua per poi tornare sulle sponde dell’Era con tanto di canna e retino così da facilitare il recupero della borsa con la cocaina.(s.c.)
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