Il presidio
Partita del cuore per i trapianti con uno spettatore d’eccezione
BIENTINA. «Diversi mesi fa, quando mi fu proposto di ospitare una partita del cuore a Bientina accettai subito, visto che si trattava di solidarietà. Poi, Reginald Green si è reso disponibile ed è...
BIENTINA. «Diversi mesi fa, quando mi fu proposto di ospitare una partita del cuore a Bientina accettai subito, visto che si trattava di solidarietà. Poi, Reginald Green si è reso disponibile ed è stata la ciliegina sulla torta», racconta in sala del consiglio il sindaco Corrado Guidi.
Oggi, l’arbitro fischierà l’inizio di un triangolare del cuore in favore dell’Aido intorno alle 15.15 allo stadio comunale. La giornata non sarà bella solo per il fine benefico o perché vedrà la presenza del padre di Nicholas Green, il ragazzino di sette anni ucciso durante una vacanza in Italia e i cui organi furono donati. Sarà bello perché vedrà affrontarsi in una formazione (la Nazionale calciatori trapiantati) chi ha ricevuto gli organi e nell’altra chi, quei malati, li ha visti in un lettino in fini di vita, i medici e gli infermieri della Donor Dream Team. A completare il tabellone sarà un’agguerrita selezione di contradaioli di Bientina. Un’ora prima del calcio d’inizio, però, scenderanno in campo (impegnati in diverse partite) i bambini della delle associazioni sportive del territorio.
«Bientina è stata inserita nella top100 dei luoghi in cui si vive meglio in Italia - dice Guidi - in molti si saranno chiesti la ragione. Questo evento, che abbiamo subito voluto ospitare è la risposta a tutte le domande. Poi, ospitare sul territorio Reginald Green e consegnarli un riconoscimento (ore 12 in Comune, ndr) è un vero onore. Stiamo parlando di un uomo che è l’esempio più puro di come la rabbia possa essere trasformata in solidarietà».
Il ricavato della partita sarà delvoluto all’Aido. «Grazie a Nicholas Green - dice Federico Finozzi, rappresentante provinciale Aido - le donazioni in Italia sono aumentate portandola dal penultimo posto al terzo in Europa per numero di interventi. Purtroppo, però, c’è molto da fare: ogni anno circa 9mila persone entrano in lista d’attesa mentre le donazioni si fermano a 3mila».
«La nostra squadra - spiega Paolo Ciarfella, presidente della nazionale trapiantati - è composta da calciatori che hanno beneficiato della generosità degli altri. Ci spostiamo in tutte le regioni d’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica con il gioco più bello del mondo». All’evento dovrebbe partecipare anche l’ex calciatore di serie A Roberto Mussi».
In accordo con il Comune di Bientina si sta valutando l’apertura di una sede dell’Aido in paese. (r.b.)
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