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Auser musici, quando l’antico si sposa con il contemporaneo

Auser musici, quando l’antico si sposa con il contemporaneo

CASCINA. Si conclude stasera alle 21.15 a Badia San Savino in località Montione di Cascina la XIX edizione del Festival Toscano di Musica Antica che quest'anno ha provato per la prima volta un...

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CASCINA. Si conclude stasera alle 21.15 a Badia San Savino in località Montione di Cascina la XIX edizione del Festival Toscano di Musica Antica che quest'anno ha provato per la prima volta un esperimento di commistione di musica antica e musica contemporanea all'interno dello stesso concerto.

E se nel primo affollato cocerto presso la Basilica di San Piero a Grado (oltre 250 persone) il brano della compositrice russa Elvira Garifzyanova, pur con le difficoltà di comprensione dovute alla scelta di utilizzare le mani e la mimica facciale silenziosa dei cantanti, è stato molto applaudito, domenica il compito di portare in scena la musica contemporanea spetterà al torinese Lorenzo Restagno. L'ensemble Auser Musici, solitamente abituato all'utilizzo di tiorba, clavicembalo, violino barocco e altri strumenti antichi, si troverà quindi alle prese con bacinelle d'acqua, campanellini, pistole a tappo e bombole di aria compressa. Più consueto il resto del programma della serata dal titolo "Qui cantat bis orat", che prevede l'esecuzione della Missa Tres pro Defunctis del santacrocese Antonio Brunelli e la cantata Ich Habe Genug di Johann Sebastian Bach. In questa occasione l'ensemble Auser Musici si esibirà con l'ensemble Voci Cortesi guidato dalla soprano Nadia Marino. La scelta di effettuare questo concerto, come già in alcune passate edizioni del Festival, presso Badia San Savino a Cascina, risale alla precisa volontà del direttore del Festival e in questo caso anche musicista che si esibirà domenica Carlo Ipata. «Il Festival Toscano di Musica Antica - spiega Ipata - è stato sempre pensato come un modo per valorizzare luoghi immensamente belli di tutta la Toscana e in particola modo della provincia di Pisa, ma poco frequentati da cittadini e turisti. Fin dalle prime edizioni del festival, che al tempo si svolgeva in periodo primaverile con il nome di "Concerti della Settimana Santa" abbiamo portato in luoghi meraviglioi e davvero poc conosciuti ensemble italiani come La Venexiana o i Modo Antiquo, o stranieri come i Soloists of Catherine the Great, Rolf Lislevand o Villancico».

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