Il presidio
Due passi per Volterra fianco a fianco ad un premio Nobel
La storia di Francesca che da lettrice si è trovata ad essere la guida e “il Cicerone” di uno dei suoi scrittori preferiti
VOLTERRA. A spasso con un premio Nobel, in incognito a Volterra. Si tratta dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, premio nobel per la letteratura nel 2010, in questi giorni in tour per la cosiddetta “Toscana minore” con consorte e gruppo di amici a seguito.
La ragazza che ha guidato lui, la moglie e il gruppo di amici, per le vie della città etrusca, è Francesca Donati, vice presidente dell’associazione delle guide turistiche della Toscana, norvegese d’adozione ma cresciuta in quel di Pomarance.
«Sono un’ammiratrice di Mario Vargas Llosa quindi immaginatevi che euforia quando ho saputo che avrei potuto fargli da guida – racconta Francesca – oltre tutto è stato piacevole anche perché è una persona molto garbata, curiosa e disponibile, tutta la visita si è sviluppata con un continuo scambio di opinioni e sensazioni tra persone, me, gli amici e lo stesso Vargas Llosa, che è rimasto colpito da Volterra».
Il piccolo tour volterrano dello scrittore sudamericano ha toccato piazza dei Priori, il Teatro Romano, e le vie principali della città: via Gramsci (già via Nova), via Sarti e via Matteotti (un tempo via Guidi).
Il sindaco Buselli, che ha incontrato ufficiosamente il premio Nobel, ha omaggiato lo scrittore di una copia della celebre statuetta etrusca Ombra della sera, simbolo di Volterra. «Vargas Llosa ha osservato con grande attenzione i palazzi e le costruzioni di Volterra – afferma Francesca Donati – molto affascinato dalla stratificazione architettonica che caratterizza la città, una stratificazione che vede mescolarsi edifici etruschi, romani, medievali, fino al Rinascimento e al XVIII secolo, “come passeggiare nella storia” è stato uno dei suoi tanti commenti». Ma non solo.
«Ho percepito in lui una grande passione per la storia, non solo antica ma anche contemporanea, leggeva con molta attenzione i nomi delle strade – spiega Francesca – ha infatti notato che una via della città era stata intitolata a Gramsci, una figura di spicco della storia italiana del ‘900, che ovviamente Vargas Llosa conosceva, e ci siamo soffermati amabilmente anche a parlare di politica».
Non è stata tralasciata neanche la storia del cinema. «Davanti al Palazzo Viti, in via Sarti, ha subito rammentato Claudia Cardinale e Luchino Visconti – prosegue Francesca – ricordando appunto che alcune scene del film “Vaghe stelle dell’Orsa” furono girate nelle sale di questo palazzo».
Poche ore ma intense, al termine delle quali Francesca Donati, spogliandosi delle vesti professionali di guida e vestendo quelle di ammiratrice, ha fatto autografare allo scrittore una copia del romanzo “Avventure della ragazza cattiva”. «Anche se ormai molta parte della mia vita è in Norvegia, il mio lavoro mi fa ritornare sempre qua, a Volterra, e in Toscana in generale, il luogo dove arrivano visitatori da tutto il mondo - chiude Francesca – ed è stato bello passeggiare per le strade della città con Mario Fargas Llosa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
