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S. Genesio, il vescovo chiede una strada fino alla Francigena
Un collegamento pedonale per valorizzare gli scavi Il Comune non ci sente: «Il progetto? Valuteremo in futuro»
SAN MINIATO. Risulta ormai ben nota la rilevanza storica dell'area archeologica di San Genesio, situata tra Ponte a Elsa e La Scala, ma anche l'importanza che ha il sito quale imprescindibile tappa di visita toscana per i pellegrini francigeni, dato che si colloca in punto di snodo stradale con la via Francigena ed è sede della vicina Pieve di San Genesio.
Proprio con l'intento di valorizzare questo luogo, il vescovo della diocesi di San Miniato, Fausto Tardelli, si sta impegnando in prima linea per ottenere la realizzazione di un progetto di collegamento tra l'antico borgo e la città di San Miniato. «Anche se l'itinerario ufficiale della via Francigena non passa direttamente dal sito di San Genesio – dice il vescovo Tardelli – si tratta di una deviazione che i pellegrini non possono permettersi di perdere per colpa dell'attuale scomodità e pericolosità dei collegamenti. Proprio per questo motivo ho sollecitato più volte l'amministrazione comunale affinché realizzi una via pedonalizzata che, lungo la collina, possa collegare il borgo al centro storico. In realtà, ci sarebbe già un percorso utilizzabile situato nelle vicinanze dall'ospedale di San Miniato, ma andrebbe comunque messo in sicurezza e ripulito. In ogni caso, si tratterebbe di un tratto breve e diretto, che permetterebbe ai viandanti di camminare lontano dal traffico ammirando il verde paesaggistico sanminiatese». Il prestigio del sito si è sempre più incrementato nel corso degli anni, a partire dai primi interventi di sbancamento dell'area iniziati nel 2001 che portarono alla luce un lacerto di struttura muraria e numerosi frammenti di ossa umane, e dalla successiva operazione di indagine, scavo e catalogazione dei reperti. Nel maggio scorso, inoltre, grazie all'organizzazione di visite guidate e alla creazione di una struttura di supporto che tramite pannelli espositivi cerca di raccontare la storia del sito e le caratteristiche degli oggetti rinvenuti, il parco archeologico è stato reso maggiormente fruibile ai visitatori. «Ma tutto questo non basta se non rendiamo il luogo facilmente accessibile anche per coloro che vogliono arrivarci a piedi – continua Tardelli –. Personalmente, per rivalutare anche la pieve, tre anni fa ho avuto l'idea di celebrare la ricorrenza del santo patrono di San Miniato e della sua diocesi, appunto San Genesio Martire, proprio nel borgo in cui è venuto alla luce l'antico sito di quella che nel nostro territorio fu la prima chiesa dedicata a questo santo. Solitamente durante l'anno la pieve rimane chiusa ma, proprio per il suo forte valore simbolico, non escludo che in futuro possa essere sito di ulteriori iniziative dedicate in particolar modo ai pellegrini». Intanto dal comune viene presa in carico la richiesta e l'assessore ai lavori pubblici Manola Guazzini si limita a riferire di essere a conoscenza delle richieste esposte dal vescovo Tardelli, tanto che il progetto sarà valutato come possibile soluzione futura.
Serena di Paola
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