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Caso Greentrade i residenti chiedono garanzie per la salute
FAUGLIA. La questione è doppia. Da una parte ci sono le preoccupazioni dei residenti di Acciaiolo che chiedono «un incontro e garanzie» per la loro salute; dall’altra i timori dei lavoratori che sono...
FAUGLIA. La questione è doppia. Da una parte ci sono le preoccupazioni dei residenti di Acciaiolo che chiedono «un incontro e garanzie» per la loro salute; dall’altra i timori dei lavoratori che sono preoccupati per le sorti dell’azienda.
Stiamo parlando della Greentrade Srl (nella foto sopra), la ditta che produce concimi in via Fondo. A maggio scorso, il Comune con un’ordinanza sospese la produzione che poi venne riavviata con continue proroghe fino all’inizi di agosto.
Sull’attività della Greentrade srl esiste anche un fascicolo aperto dalla Procura di Pisa. E, a fine maggio, il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese noto che a seguito di alcuni controlli erano stati sequestrate 550 tonnellate di concime organico cascami di lana.
Dagli accertamenti effettuati emerse che il concime in questione era composto solo per un 34% da fibre proteiche della lana e per il restante 64% da fibre estranee non proteiche. La natura chimica di questi materiali è considerata dannosa per l’ecosistema.
Oltre alla questione ambientale i residenti di Acciaiolo temono per le possibili ripercussioni sulla loro salute.
«Nei giorni di vento si alza un cattivo odore ma soprattutto una polvere scura e nera che potrebbe essere dannosa per l’organismo - dice il presidente per lo sviluppo di Acciaiolo Lucia Tocci - per questo abbiamo avviato una campagna di raccolta firme (circa 70 sottoscrizioni, ndr) e scritto a prefetto, carabinieri giornali e provincia. Nei prossimi giorni partirà anche l’esposto in Procura».
Da Pisa, però, hanno già aperto un fascicolo. «Sono stato io a segnalare che c’erano dei problemi. Credo che fosse febbraio», rivela il sindaco Carlo Carli.
I membri del comitato, però, vogliono andare fino in fondo per comprendere se l’azienda lavorasse con regolarità e soprattutto vogliono capire come veniva trattato il materiale di scarto e dove veniva stoccato. «Su questo punto andremo fino in fondo», dice Tocci.
Sempre nel maggio scorso la Provincia aveva fatto sapere di avere scritto al Comune per informarlo che l’azienda era sprovvista di qualsiasi autorizzazione ambientale.
A questi timori si aggiungono anche quelli dei lavoratori. qualche mese fa erano stati licenziati tre dipendenti.
Alla Greentrade srl lavorano una decina di persone. Al momento l’azienda ha mandato tutti in ferie e i cancelli sono chiusi.
Il timore, però, non troppo velato è che a settembre si possano riaprire delle questioni negative dal punto di vista occupazionale. Anche per questo motivo la questione è seguita a stretto giro dai sindacalisti della Cgil.
Dal Comune si trovano con la doppia patata bollente: da una parte si deve tutelare il futuro occupazionale e dall’altra le richieste dei cittadini e la questione ambientale.
«Rispetto a qualche settimana fa - spiega il sindaco - non abbiamo grandi aggiornamenti. Posso dire che dal Comune è stato fatto di tutto per cercare di salvare il salvabile».
Alle prime ordinanze di sospensione delle attività sono, infatti, seguite le deroghe per non mettere l’azienda in ginocchio e dare un’ultima spallata con ripercussioni sui dipendenti.
R.B.
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