Bonifica, in arrivo migliaia di ingiunzioni
Chi non ha fatto opposizione dovrà pagare i bollettini. Il comitato: «Continueremo a dare battaglia»
VOLTERRA. Migliaia di ingiunzioni di pagamento. I bollettini stanno arrivando in questi giorni nelle cassette delle lettere in tutti i comuni dell'Alta val di Cecina e riguardano i costi di bonifica.
Dal 2012 le funzioni non sono più gestite dall'Unione montana ma dal Consorzio 5 Costa Toscana.
All'Unione montana, in via transitoria, è rimasta però la riscossione dei tributi di bonifica fino al 2012 e, proprio in questi giorni, tramite la concessionaria Sepi di Pisa sta iniziando a bussare alle porte dei contribuenti che non hanno presentato ricorso.
Infatti, negli anni scorsi si è consumata una dura battaglia tra l'Unione e il comitato "No consorzi di bonifica" che si è trasferita nelle aule giudiziarie.
«Purtroppo - scrivono dal comitato - per questi cittadini non rimane che pagare le somme ingiunte, pena l’esecuzione esattoriale sui loro beni personali. L’unica chance per loro, una volta pagato, è sperare in una istanza di rimborso qualora in futuro si accerti l’illegittimità della tassa ».
Nell’arco di tre anni, dal 2008 al 2011, tramite il legale Flavio Nuti di Volterra il comitato ha promosso oltre 300 opposizioni ad altrettanti avvisi di pagamento. La commissione tributaria di Pisa ha accolto tutti i ricorsi presentati ai quali l’Unione si è appellata. Ad oggi, la commissione regionale di Firenze (competente per il secondo grado) dopo alcune sentenze favorevoli all’Unione (su cui il comitato presenterà ricorso in Cassazione) ha iniziato (nel mese di luglio) ad accogliere gli appelli presentati dal Comitato “No consorzi di bonifica”.
Ad oggi, per l’Alta val di Cecina sono circa un centinaio gli avvisi di pagamento annullati in sede legale.
«Nessun beneficio è stato arrecato agli immobili di proprietà dei cittadini ricorrenti - scrivono dal comitato - tali da giustificare il contributo di bonifica. L’assesnza di opere di manutenzione si è resa più evidente in occasioni delle piogge che hanno determinato straripamenti e allagamenti anche negli abitati di Saline di Volterra».
Dal comitato rilevano anche come l’Unione abbia deciso di rinunciare a circa 67 impugnazioni «in quanto si è accorta di aver speso per la difesa legale fra primo e secondo grado molto più di ciò che avrebbe recuperato con il contenzioso; ovvero circa 150 euro a fronte dei circa 35 euro di avvisi emessi e poi impugnati».
Secondo il comitato si tratta di «un’enormità» che se saltasse agli occhi della Corte dei Conti potrebbe avere un altro seguito giudiziario visto «l’uso di denaro pubblico mal speso». (r.b.)
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