Pulizia fatta a metà L’Egola è il simbolo della mala burocrazia
Il Consorzio interviene sulla riva di sua competenza ma in quella della Provincia la vegetazione resta rigogliosa
SAN MINIATO. Attraversare l’Egola, da qualche giorno, è un po’ come avere la rappresentazione plastica di quella che si definisce burocrazia. Un’accezione negativa, un luogo comune, magari anche abusato, ma che si applica alla perfezione al colpo d’occhio che il fiume regala di sé. Da un lato lo spazio libero, vuoto, ripulito interamente dalla vegetazione che ha fatto infuriare i cittadini. Dall’altro lato piante a canneti, ancora rigogliosi, che hanno ormai raggiunto l’altezza del ponte.
Un ente per riva. È la situazione creta dalla pluralità di enti che devono farsi carico della manutenzione: da un lato il Consorzio Basso Valdarno 4, intervenuto pochi giorni fa sulla sponda di propria competenza, dall’altro la Provincia di Pisa (cui spetta la sponda destra più l’intero tratto del fiume dal ponte fino alla foce) che ha invece fatto sapere che non interverrà prima di settembre. Una storia in cui ciascuno ha le sue buone ragioni, ma che sta strappando più di un sorriso a chi transita da una sponda e l’altra del fiume. Una situazione grottesca che ha spinto il Comune di San Miniato ad intervenire in prima persona, già dalla prossima settimana, anticipando i lavori che la Provincia avrebbe svolto al termine dell’estate.
Problema antico. «Sembra un taglio di capelli venuto male», commenta il coordinatore della Consulta Andrea Massaini, precisando che non si tratta affatto di una novità: «È successo spesso negli ultimi anni – dice – e il lato più sfortunato è quasi sempre quello della Provincia. Il problema è stato sollevato più volte all’interno della Consulta. Eppure la soluzione sembrerebbe semplice: basterebbe mettersi d’accordo per affidare la manutenzione ad un solo ente». Un tema che quest’anno ha acceso le protese, con tanto di cartelli affissi per le strade, spingendo il sindaco Vittorio Gabbanini ad intervenire presso i due enti competenti. Immediata la risposta del Consorzio (nel cui Cda siede lo stesso Gabbanini) che la scorsa settimana ha provveduto alla manutenzione, precisando comunque che la vegetazione, per quanto esteticamente sgradevole, non rappresentava affatto un pericolo di rischio idraulico. Stesso concetto ribadito anche dalla Provincia, per la quale, tuttavia, la manutenzione restava programmata per settembre.
Le preoccupazioni. Tra gli abitanti, però, c’è anche chi non è per niente convinto delle rassicurazioni, come Giuliano Franchini, che vive in via Pannocchia a pochi passi dal fiume: «Lo scorso anno – dice – la manutenzione sul lato della Provincia è saltata, e abbiamo passato l’inverno con il fiume non pulito, rischiando per tre volte l’alluvione. Anche se le canne si piegano creano comunque uno spessore sul fonde del fiume. Visto che noi i bollettini li paghiamo chiediamo solo un po’ di rispetto». Oltre alle piante, però, secondo Franchini, l’Egola avrebbe bisogno soprattutto di una ricavatura: «Si vede bene quanto il fondale si è alzato rispetto a qualche anno fa».
L’iniziativa del Comune. Per mettere fine alle polemiche, l’amministrazione ha scelto di tagliare la testa al toro, facendosi carico delle manutenzione di competenza provinciale per un importo di circa 7mila euro. «Agiremo in danno – precisa Gabbanini – provando a recuperare le risorse. Per il futuro, però, occorrerà mettere mano al problema, anche in vista del nuovo assetto delle Province».
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